GEAPRESS – Sono stati macellati i primi cetacei catturati dai pescherecci di Taiji, nell’omonima baia giapponese. Il numero non è ancora esatto, ma si parla di 20-25 globicefali. Stesso genere, ma di specie diversa, di quelli macellati nelle isole danesi. Del gruppetto di cetacei, tre sono stati catturati per essere trasferiti nei delfinari. Una mattanza, quella di Taiji, che si ripete ogni anno a partire dal mese di settembre e fino alla primavera.

A seguito delle manifestazioni internazionali, la baia è attualmente presidiata dalle forze di polizia, sia via terra che via mare. Fatto, questo, che rende difficile appurare il numero esatto di animali uccisi per la carne o prelevati per i delfinari. Una tecnica crudele supportata anche da presunti danni che i cetacei arrecherebbero all’industria della pesca. Un’abitudine alimentare finanche pericolosa anche alla luce non solo dei noti rilievi di mercurio presenti nelle carni di quelli che in biologia vengono definiti come superpredatori, ma anche per il probabile tasso radioattivo delle acque delle coste orientali giapponesi a seguito del disastro di Fukushima.

I gruppi di cetacei in migrazione vengono spinti, grazie ad un muro sonoro che infastidisce gli animali, all’interno della baia di Taiji. Una barca a motore, blocca poi velocemente l’entrata alla baia e i delfini verranno macellati con calma l’indomani. Un bagno di sangue. I delfini ancora in vita vengono poi finiti sui moli tagliando in profondità la gola. Nel 2011 hanno trovato così la morte in mille. L’anno prima furono 1216.

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