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GEAPRESS – Ad essere stato rilevato è proprio il virus aviario H5N8 ad alta patogenicità. Si tratta dello stesso tipo che lo scorso dicembre è stato scoperto in un allevamento di tacchini di Rovigo e già da tempo segnalato in Europa ed ancor prima nell’estremo oriente. Questa volta, però, il virus ha colpito gli animali dello zoo di Rostock, in Germania.

A confermare la notizia, oltre allo stesso zoo, è il Ministero della Salute del  Länder Meclemburgo-Pomerania Anteriore e l’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale.

Il virus parrebbe avere  inizialmente colpito tre Cicogne bianche, tutte morte, ed un Ibis rosso. Queste due specie sono in effetti citate nello stesso comunicato dello zoo, ma nei dispacci rilasciati dal Ministero del Länder tedesco, si fa riferimento anche ad oche ed anatre, per un totale prossimo a sessanta animali, tutti abbattuti.

Lo zoo nel frattempo rimane chiuso fino a nuova disposizione, ma non poca preoccupazione è stata posta sul futuro degli uccelli tenuti in cattività. Si ricorda che in caso di influenza aviaria accertata in allevamento, le misure sanitarie prevedono l’abbattimento di tutti i volatili, al fine della difesa delle “produzioni”. Nello zoo di Rostock, sono detenuti 496 uccelli.

Le autorità sanitarie hanno tenuto a sottolineare come non vi siano rischi per l’uomo, ma le rigide disposizioni sanitarie imposte alle zoo, prevedono fino a tempo indeterminato la sua chiusura. Non sono ancora note le cause che hanno consentito al virus di diffondersi nella struttura. Potrebbe trattarsi di una contaminazione indiretta, tramite, ad esempio, veicoli che trasportavano materiale infetto, oppure un contatto casuale con avifauna selvatica.

 

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