GEAPRESS – Il TAR Emilia Romagna, con Sentenza di merito depositata lo scorso 4 luglio, ha rigettato l’Ordinanza anti circo del Comune di Ferrara, del dicembre scorso. A ricorrere era stata la società che gestisce l’insegna circense “Moira Orfei”. Il provvedimento ora annullato disponeva il divieto d’ingresso in città di quei circhi in possesso di talune specie animali ritenute, dal Comune, incompatibili con le strutture circensi.

Il TAR, ricalcando le sentenze di altri Tribunali amministrativi, ha ribadito come in base alla legge sul circo risalente al 1968, le strutture itineranti di tipo circense hanno riconosciuta una funzione sociale. I Comuni, in base alla stessa legge, sono obbligati a concedere loro lo spazio. Eppure, ancora oggi, nonostante le Amministrazioni cittadine non possono vietare in questi termini il loro territorio al circo (vedi articolo GeaPress) c’è chi continua a proporre simili provvedimenti. Giova ricordare che le poche ordinanze o regolamenti che hanno retto ai ricorsi circensi, sono quelli scaturiti da un’Ordinanza del Comune di Modena. Al circo, in quale caso, venne vietato il territorio comunale se non rispettava i parametri stabiliti in un provvedimento rilasciato dal Ministero dell’Ambiente. Peccato, però, che tali parametri siano stati più volte rimaneggiati dallo stesso Ministero e sempre in favore dei circhi. La struttura circense alla quale, ormai parecchi anni addietro, venne impedito l’accesso a Modena, fu proprio quella di Moira Orfei. L’Assessore che impersonificò questa battaglia, uscendo vittorioso anche dal ricorso circense al Consiglio di Stato, era Mauro Tesauro.

In effetti quanto successo ora con l’Ordinanza di Ferrara non rappresenta niente di nuovo. Di nullo significato, o quasi, la deliberazione della Giunta Regionale della Regione Emilia Romagna del maggio 2007, alla quale si era richiamata l’Ordinanza di Modena. Per il TAR si tratta di una mera disposizione programmatica.

Così ha deciso la Sezione II del TAR Emilia Romagna presieduta dal dott. Giancarlo Mozzarelli.

Ad opporsi al ricorso circense era stato il Comune di Ferrara, in persona del Sindaco rappresentato e difeso dagli avv. Edoardo Nannetti, Barbara Montini, Matilde Indelli e Cristina Balli. Poi la LAV in persona del Presidente, rappresentato e difeso dagli avv. Valentina Stefutti e Carla Campanaro.

Ad opponendum, l’intervento della LAC. Associazioni e Comune sono stati condannati al pagamento delle spese.

Con questa sentenza, il circo italiano, sotto il profilo amministrativo, è ancora più blindato. Per vietare o regolamentare la detenzione degli animali, occorre una legge che però nessuno promuove più. Le prime Ordinanza bocciate con le stesse motivazioni risalgono a venti anni addietro. Eppure il “mito” Ordinanza riscuote ancora un notevole successo, salvo poi intervento del TAR.

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