GEAPRESS – La compagnia aerea è l’Hong Kong Airlines e i contenitori con telo in gomma che si vedono nella foto sono stati sistemati all’interno del Boeing 733F, un cargo partito da Osaka, in Giappone, lo scorso 16 gennaio e diretto in Vietnam.

Cinque delfini che secondo gli animalisti provengono dalla famigerata baia di Taiji, nella costa sud orientale giapponese. Incredibilmente la foto non è stata rubata da un inserviente in disaccordo con la criticabile fine dei poveri delfini, ma è stata diffusa in un volantino promozionale fatto girare tra lo stesso staff della compagnia per pubblicizzare il buon esito della spedizione e annunciare futuri nuovi carichi.

Quanto è bastato, nonostante le precisazioni di Hong Kong Airlines sulla correttezza del trasporto, per fare infuriare gli animalisti. Quei delfini, dicono, hanno ottime probabilità di provenire da Taiji. Nella baia, in questo periodo, gruppi di delfini selvatici vengono rinchiusi con una vera e propria rete disposta all’imboccatura dell’insenatura. Vengono portati in quella sorta di imbuto naturale con l’ausilio di pescherecci che si avvalgono di una vera e propria barriera di emissioni sonore liberate in acqua che disturbano gli animali costringendoli all’interno della baia. In tutta calma verranno poi uccisi dai macellai, mentre i procacciatori per i circhi d’acqua di mezzo mondo, selezionano i delfini che appaiono più adatti agli spettacoli. Nel mare rosso sangue vengono così scelti ed avviati al trasporto.

Una volta che i delfini entrano nel circuito internazionale dei delfinari, possono arrivare in una qualsiasi struttura, anche europea. In Italia, ad esempio, sono morti nelle vasche del divertimento acquatico delfini prelevati dal mare, sebbene cubano. Altri, invece, provenivano da un centro del Texas che aveva a sua volta acquisito delfini dal Giappone.

Contrariamente a quello che viene riferito, le nascite in cattività non riescono a sopperire le morti in vasca. Anzi, spesso a morire sono proprio i piccoli. Prova ne sia che gli stessi delfinari italiani hanno già da tempo smesso di annunciare la nascita dei piccoli, riservandosi di pubblicizzare il tutto una volta trascorsi alcuni mesi di vita.

Intanto i cinque delfini sono arrivati in Vietnam e la compagnia ha riferito ai suoi dipendenti che la spedizione ha fruttato 850.000 dollari di Hong Kong.

La tragedia dei delfini di Taiji, vittime dell’industria della carne giapponese e del divertimento mondiale, è stata molto ben documentata nel film The Cove, dello statunitense Richard O’Barry. Si tratta di un ex addestratore di delfini, che ormai da decenni ha deciso di dedicare la sua vita alla loro salvezza.

Inoltre, proprio nei giorni scorsi si è conclusa l’incredibile vicenda che ha visto protagonista un attivista di Sea Shepherd. Erwin Vermeulen venne arrestato lo scorso 16 dicembre con l’accusa di avere spintonato un addetto del Dolphin Resort di Taiji. L’attivista olandese (della stessa nazionalità delle bandiere che battono le nostre imbarcazioni, riferì Sea Shepherd) ha passato in carcere 64 giorni ed il primo febbraio è stato portato in aula con una sorta di guinzaglio stretto alla vita. Scarcerato pochi giorni prima della sentenza, è stato del tutto assolto dalla Corte di Wakayama (vedi articolo GeaPress). Il suo compito, nella baia di Taiji era quello di documentare le mattanze di delfini.

Ora la novità. La compagnia aerea è lieta di presentare ai suoi dipendenti, un nuovo interessante business.

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