GEAPRESS – Si sono concluse in questi giorni le operazioni di cattura dei 146 animali selvatici che entro l’anno la Namibia dovrebbe “regalare” a Cuba. A loro sarà destinata un’area ristrutturata del Giardino Zoologico Nazionale chiamata “Arca di Noè”. Ovviamente un nuovo “zoo” di quelli cioè autodefiniti di nuova concezione. Exhibit, ovvero piccole ricostruzioni scenografiche di ambienti naturali proposti al visitatore non più attraverso le grate in metallo. Rinoceronti, impala, bufali, leoni, ghepardi e molti altri ancora per un totale di 23 specie, abbandoneranno così il Waterberg Plateau Park, un’area a su dell’Etosha National Park per i recinti della capitale cubana.

Sebbene la spedizione viene molto pubblicizzata come “dono”, non è fatto grande mistero del valore di questi animali, ovvero 7,5 milioni di dollari. Completate le operazioni di controllo sulla certificazione Cites si procederà all’invio. Finiranno in un recinto dove il visitatore potrà vederli, nel caso di animali pericolosi, attraverso vetrate o ampi fossati.

A Cuba, però, non finiranno antilopi d’acqua, gnu e zebre. Questo per motivi di ordine veterinario. Sulla Convenzione di Washington (Cites) non vi sono invece problemi.

Cuba non è l’unico paese che importa animali selvatici. L’Italia, ad esempio, non è da meno. Basti pensare agli elefanti dei circhi, tutti prelevati in natura. Siano essi indiani (ormai non più consentito) che africani. In quest’ultimo caso prelevati anche negli ultimi decenni.

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