GEAPRESS – E’ ormai anticipata la nota polemica sull’uso degli animali nei circhi che ha in genere nel periodo natalizio il massimo dell’escalation della protesta innanzi ai tendoni circensi. La vicenda della giraffa di Imola ed ancora più di recente dell’alligatore tra il pubblico (vedi articolo GeaPress) hanno sicuramente contribuito a rinfocolare il clima di polemiche che notoriamente alita sul circo.

A Parma gli animalisti di Animal Amnesty hanno protestato, venerdì sera, sostenendo come l’Ordinanza emessa dal Comune, sarebbe stata violata dal circo. Lo dimostrerebbe, sempre secondo gli animalisti, la stessa performance dell’alligatore. Momenti di tensione si sono più volte registrati innanzi al tendone. Nervosismo e qualche insulto da parte circense, accuse pure documentate da un video de La Repubblica, e megafoni con invito a rispettare l’Ordinanza da parte animalista. La presenza decisa della Polizia ha evitato il contatto fisico. La situazione è tornata tranquilla dopo circa mezz’ora.

A Palermo, invece, manifestazione organizzata dalla LIDA, sempre nella giornata di venerdì, innanzi al Circo Darix. Forse il fatto che i proprietari del circo, più volte attendato a Palermo, già avevano avuto modo di “interloquire” con i manifestanti, ha consentito che le cose andassero diversamente . Questo, pur rimanendo ognuno sulle proprie posizioni. Gli animalisti, ovviamente, pronti a difendere chi non ha voce, muniti ed attrezzati di megafoni, striscioni e cartelloni informativi.

La situazione, però, è rimasta sotto controllo. Nessuno scontro, dunque. Gli animalisti hanno tentato, anche quest’anno, il dialogo con domatori e giocolieri.

Finché intere famiglie pagheranno il biglietto – ha dichiarato Barbara D’Aquila, vice presidente della Lida Palermo – si alimenterà un mercato ancora basato sullo sfruttamento degli animali e del quale si è così complici. I nostri tentativi – ha aggiunto l’esponente animalista – sono diretti a sensibilizzare quanta più gente possibile, raccontando, per megafono, anche le testimonianze dirette di ex-circensi, pentiti di quel che oggi, per fortuna, non ritengono più un mestiere.”.

I motivi della contestazione animalista, diretti per lo più a chi paga l’ingresso, sono ben noti: sfruttamento degli animali, ingiusta detenzione degli stessi in luoghi inadatti, gabbie anguste e comportamenti forzatamente imposti. Situazioni tutt’altro che naturali, sia per animali nati in gabbia o prelevati dalla natura, come nel caso, ad esempio, di tutti gli elefanti detenuti dai circhi italiani.

Gli animali – ha riferito a Geapress Alessandra Musso, presidente della Lida Palermo – non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita, il loro maltrattamento e la loro umiliazione durante gli spettacoli. Ci auguriamo – conclude la Musso – che Palermo possa allinearsi, quanto prima, ai già tanti Comuni d’Italia che hanno detto “no” al circo“.

La soluzione, che risparmia gli animali, potrebbe senz’altro essere quella che valorizza, esclusivamente, la bravura e le attitudini di giocolieri, contorsionisti, trapezisti, clown e comici di vario genere. Su questa direzione, per fortuna, hanno virato definitivamente gli australiani Flyng Fruit, i canadesi Cirque de soleil, ed i francesi Les Colporteurs.

Per gli animalisti un grosso passo in avanti, una conquista civile, l’unica, dicono, orami eticamente sostenibile.

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