tigre circo
GEAPRESS – In origine era molto di più. L’emendamento che dovrebbe limitare la contribuzione pubblica per i circhi equestri, se con uso di animali, era ben più potente rispetto a quello poi approvato ieri pomeriggio in Senato. Anzi si trattava di due emendamenti. Il primo voleva escludere  “da qualsiasi contribuzione pubblica tutti gli spettacoli dal vivo che utilizzano animali, siano essi esibizioni di tipo circense o durante le quali gli stessi possano provare dolore, sofferenza, angoscia o stress prolungato“. La proposta era firmata dai Senatori Paola Taverna (M5s), Monica Cirinnà (PD), Roberto Cotti (M5s), Fabbrizio Bocchino (M5s), Manuela Serra (M5s), Michela Montevecchi (M5s), Serenella Fucksia (M5s), Sergio Puglia (M5s), Rosetta Enza Blundo (M5s) e Silvana Amati (PD). Quest’ultima ha aggiunto, poi, la sua firma in corso di seduta.

Il testo del secondo emendamento, invece, meglio avrebbe vincolato le contribuzioni ai soli circhi senza animali. Veniva infatti disposto come “al comma 1 dell’articolo 2 della legge 30 aprile 1985, n. 163, sono aggiunte, in fine, le parole: “che non utilizzano animali“. Questo secondo emendamento riportava la firme degli stessi Senatori Cotti, Taverna, Bocchino, Fucksia, per il Movimento 5 Stelle, e dei Senatori Amati e Cirinnà per il PD. Si aggiungevano, rispetto al primo, anche le firme dei Senatori  Loredana De Petris e Alessia Petraglia per Sinistra Ecologia e Libertà, e dei Senatori PdL Manuela Repetti e Sandro Bondi. Di quest’ultimo è giusto ricordare essere  stato già Ministro per i Beni Culturali e le Attività Culturali, ovvero lo stesso Dicastero dal quale derivano le contribuzioni per lo spettacolo italiano e, tra queste, quelle circensi.

I due emendamenti, come rilevato dalla Senatrice De Petris nel corso della discussione di ieri pomeriggio in Aula del Senato, sono  stati poi scissi in due diversi provvedimenti. In particolare si è poi votato, ed approvato, un nuovo emendamento (9.207 testo 2) che così recita: “I decreti di cui al comma 1 possono destinare graduali incentivi in favore di esercenti attività circensi e spettacoli viaggianti senza animali, nonché esercenti di circo contemporaneo nell’ambito delle risorse ad essi assegnate

Votato ed approvato anche un Ordine del Giorno che impegna il Governo a  “prevedere, nei prossimi provvedimenti, una riduzione progressiva dei contributi, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, ad esercenti attività circense e spettacolo viaggiante con animali fino a pervenire al completo azzeramento dei contributi nell’esercizio finanziario 2018 anche per quanto riguarda le attività promozionali, educative, formative, editoriali, collegate alle attività circensi con animali, alle attività circensi con animali all’estero, all’Accademia del circo e a Festival circensi“.

E’ bene evidenziare che  si tratta, in sostanza,  di un “impegno” sulla graduale riduzione fino allo stop del 2018, e di una norma che prevede contributi anche per i circhi senza animali. Due valenze profondamente diverse, dunque, che hanno però ricevuto l’ok del Governo e di un’ampia maggioranza di votanti. Un pericolo forse non sostanziale ma importante per il principio. Questo, forse, deve essere stato notato subito dal Senatore Carlo Giovanardi che aveva proposto, con un emendamento poi respinto, di prelevare in favore dei circhi senza animali da un fondo diverso da quello destinato ai cosiddetti di tradizione (con animali). In pratica, questi ultimi erano più tranquilli sui fondi loro destinabili.

Nel corso della discussione, però, è successo di tutto (SCARICA PDF). Le chicche più singolari ce le hanno fornite talune dichiarazioni come nel caso del Senatore D’Anna (PdL) che ha chiesto, evidentemente con tono di battuta, dell’eventuale divieto anche per gli spettacoli con le pulci. Interventi da segnalare, tra gli altri, anche per i Senatori Giovanardi (PdL) e Calderoli (Lega Nord). Giovanardi ha rilevato come  potremo non vedere più al circo spettacoli del tipo “Zorro a Cavallo”, mentre Calderoli ha dichiarato che gli animali feroci, lui li ha a casa. “Come  tutti sanno“, avrebbe riferito. Dunque il suo ok per i circhi di tradizione.

Un vero e proprio battibecco si è, poi, innescato tra la Senatrice Monica Cirinnà e lo stesso Giovanardi. Tanto a tono ha risposto la Senatrice Cirinnà, da essere riuscita a strappare gli applausi finanche dal Movimento 5 Stelle.

Di fatto la portata sostanziale del provvedimento non è così rilevante, ma quanto approvato ieri al Senato sa tanto di giro di boa. In un comunicato diffuso dal Movimento 5 Stelle, si parla infatti di “una inequivocabile bocciatura morale e sostanziale dell’uso degli animali nei circhi“. Lo stesso Movimento ha poi rilevato l’importanza della trasversalità che ha caratterizzato i firmatari, oltre che i votanti, ma anche l’appoggio dato dal Governo tramite il Ministro della Cultura Massimo Bray. Lo stesso Ministro viene oggi ringraziato dall’ENPA  “per avere dato, con sensibile attenzione e in sintonia con la stragrande maggioranza degli italiani” il parere favorevole al provvedimento.

Di diverso avviso l’Ente Nazionale Circhi, il quale, in una sua nota, ha messo subito in evidenza come “il Senato ha dimostrato inequivocabilmente di essere lontano anni luce dal Paese reale“. Sempre da parte dell’ENC un riconoscimento e un sincero grazie vengono invece espressi “per le parole spese in aula dai senatori Carlo Giovanardi (Pdl) e Roberto Calderoli (Lega Nord)“. Ovviamente i Senatori, si sono ben dilungati nelle loro argomentazioni e per chi vuole farsi un’idea di come sono andate le cose in Senato, questo il Testo del trascritto stenografico (SCARICA PDF)

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