GEAPRESS – Questa volta a documentare l’evento c’era una telecamera. Il filmato pubblicato da Repubblica.it (vedi video) è stato girato la sera del debutto del circo del Sig. Martini, attendato a Parma dopo i fatti di Imola. Qui, come ormai noto, c’era stata la fuga della giraffa.

Venerdì sera, però, un alligatore di circa due metri di lunghezza è andato oltre il cordolo che perimetra la pista riuscendo a percorrere un breve tragitto. Quanto è bastato, però, per arrivare oltre la prima fila di spettatori e raggiungere la base delle gradinate. “Fermi seduti ai propri posti, è tutto sotto controllo“, tranquillizza il presentatore. L’alligatore è solo. Non c’è con lui l’addestratore che lo raggiunge nel giro di pochi istanti. “Indiana Johnson“, questo il nome del numero, prende il grosso rettile in braccio. L’animale si vede rientrare verso la pista con le fauci spalancate.

Per il Sig. Aldo Martini, però, non c’è nulla di cui preoccuparsi. “E’ previsto nello spettacolo – riferisce il responsabile del circo a GeaPress – serve a creare suspense nelle persone. L’alligatore – aggiunge il Sig. Martini – è ammaestrato e risponde ai comandi, non morde e non fa nulla che possa creare pericolo“. Anzi, quell’alligatore è un “animale di scena“. Lo spettacolo dovrebbe prevedere la presenza di una decina di coccodrilli non fatti entrare in pista per via delle note polemiche. Ad uscire fuori dalla pista, però, è sempre lui, l’alligatore. “Lo spettacolo del circo – riferisce il Sig. Martini – è un insieme di brivido e sport“.

A non pensarla così è però il dott. Vincenzo Ferri, erpetologo di fama internazionale oltre ad essere stato tra i fondatori della Societas Herpetologica Italica. “Gli alligatori – riferisce il dott. Ferri a Geapress – non dovrebbero essere esposti in tal maniera. Il rischio – spiega il dott. Ferri – non è solo il morso, dagli effetti dirompenti già per animali ben più piccoli, ma anche i colpi di coda. Un’esposizione corretta dovrebbe prevedere come minimo una protezione alta“.

Per il dott. Ferri l’alligatore non è un animale che si addestra, o quantomeno non risponde ad alcun richiamo. “Sono critico per le esposizioni a fini ludici – ha aggiunto il dott. Ferri – ma rimango perplesso come di fronte ai divieti di detenzione per molti mammiferi e rettili esistenti in Italia fin dal 1996 i circhi possano agire in deroga. Anzi – ha aggiunto il dott. Ferri – tali divieti dovrebbero non solo interessarli ma riguardare altri animali“. Non solo leoni, tigri, coccodrilli e taluni serpenti ma anche appartenenti ad altre Classi.

Recentemente – aggiunge il dott. Ferri – ho personalmente assistito ad uno spettacolo tutt’ora itinerante, dove venivano fatti volare a circa tre metri dalla testa delle persone, alcuni Marabu’ [ndr. una cicogna non autoctona che si nutre di carogne]. Le unghie di quegli animali sono in grado di arrecare seri danni – spiega il dott. Ferri – Basta un piccolo incidente, non occorre intenzionalità. Con i rettili è peggio – conclude l’esperto – interagiscono molto meno, anzi non interagiscono e le offese possono essere ben più gravi“.

Dal 1996 molti rettili, tra i quali tutte le specie di coccodrilli, non possono più essere detenuti dai privati detentori. I circhi e i giardini zoologici possono però agire in deroga. Oltre ai rettili anche mammiferi, tra i quali molte specie ancora utilizzate dai circhi. Una commissione ministeriale rilasciò un parere negativo per la detenzione nei circhi di rettili e mammiferi. Nel 1998, però, venne modificata la legge.

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