GEAPRESS – C’è ancora, lo zoo di Gheddafi. Anzi ha più animali, dal momento in cui si sono aggiunti i cammelli prima utilizzati come addobbo della tenda beduina nella quale Gheddafi era solito impressionare i visitatori (la stessa che nell’agosto 2010 ospitò, nel giardino dell’Ambasciata libica a Roma, l’incontro con Berlusconi). Gli animali, forse, non hanno mai gravemente sofferto la fame. Anche durante i terribili giorni dei bombardamenti, una squadra di operai raggiungeva, pur tra mille difficoltà, il confine tunisino, cercando di accaparrare più cibo che poteva. In particolare, lo zoo, per tredici giorni, non ebbe acqua e gli animali, oltre che al cibo insufficiente, patirono il terrore delle bombe. Una esplose in aria, proprio sopra le vasca degli ippopotami e la gabbia dei babbuini.

Dello zoo di Tripoli si ebbe qualche sentore anche in Italia, ma poi nessuno sulla sorte degli animali (vedi articolo GeaPress) . Forse l’esplodere del nuovo caso dello zoo pulcinella di Napoli, che qualcuno vorrebbe ancora tenere in vita nonostante, già a cavallo tra il 2003 ed ilo 2004 (data del primo fallimento), rischiò di fare crepare di fame gli animali.

A Tripoli, annuncia ora IFAW (International Fund for Animal Welfare) ci sono animali traumatizzati. Come il caso degli ippopotami, non più avvicinabili. Appena vedono l’uomo si tuffano in acqua. C’è poi la tigre alla quale si è dovuti ricorrere con l’amputazione della coda (uno dei pochi casi di animali con traumi fisici) e c’è poi il vecchio scimpanzé Bosco. Per rubarlo alla foresta madre (come successo a tutti gli scimpanzé giunti anche in Italia per zoo e circhi) si è dovuto uccidere l’intero branco. Bosco, del resto, rappresentò un dono di Mobutu Sese Seko, il dittatore congolese, appoggiato dalla Francia e morto in esilio nel 1997, accusato di avere mangiato l’ex Presidente Lumumba, del quale era stato il suo più stretto collaboratore. Tutto sommato, una storia coerente.

I 900 e più animali dello zoo di Tripoli sono ora in buone mani e vengono regolarmente alimentati dagli operatori di IFAW. Accorsero già per lo zoo di Baghdad, dove i preziosi cavalli della collezione di Saddam Hussein, vennero ritrovati sparsi nelle case del circondario. Nel caso di Tripoli, non era possibile, essendo la “preziosa” collezione, costituita dai leoni di uno dei figli di Gheddafi.  

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