GEAPRESS – Non vogliamo puntare il dito contro il circo Miranda Orfei ma discutere dell’utilizzo stesso degli animali nei circhi. Questa la motivazione che ha spinto gli attivisti di essereAnimali a documentare le condizioni degli animali detenuti presso lo zoo del circo attendato fino ad oggi a Cesena.

Poi il parere della Veterinaria, dott.ssa Giulia Bompadre, la quale, visionando il filmato ed in particolare l’ippopotamo con vaschetta e asflato esposto alla vista di decine di persone così riferisce “quell’essere animale ripreso in primo in piano non è in grado di soddisfare i propri bisogni fondamentali… Dal video è evidente l’isolamento sociale di questo mammifero erbivoro che in natura vive all’interno di gruppi sociali; l’inadeguatezza dell’ambiente fisico, da cui l’impossibilità di manifestare i normali comportamenti di specie; ed è perciò ragionevole supporre uno stato di stress/disagio.” Eppure gli attivisti non attaccano lo specifico circo. Il problema è l’uso degli animali, a prescindere dall’insegna circense.

Del resto, a guardare le immagini, almeno quelle dei grandi felini, sembra anche che siano rispettate le Linee Guida rilasciate dal Ministero dell’Ambiente. Solo che queste ultime, rispetto all’iniziale diniego alla detenzione che i circhi ricevettero nel 1998 dallo stesso Ministero, sono state cambiate almeno tre volte. Sempre in favore dei circhi. Si era sbagliata la Commissione scientifica Cites del Ministero, o qualcosa in favore dei circhi in questo frangente deve essere intervenuta?

“Non vogliamo parlare di normative violate nelle modalità di detenzione – dicono da essereAnimali – ma piuttosto del fatto che la cattività in quanto tale sia sempre e comunque crudele”.

Il circo, per i militanti animalisti, non è divertente per gli animali. Trascorrono quasi tutto il loro tempo in gabbia e l’unico diversivo è lo spettacolo per cui sono stati addestrati a compiere esercizi innaturali che non vorrebbero certo dover compiere a comando.

Poi c’è il problema dei viaggi interminabili stipati nei containers per seguire la tournee, o ‘parcheggiati’ per strada ed esibiti ai curiosi, come l’ippopotamo del video, la cui scena, sostengono gli animalisti, si commenta da sola.

Una realtà, quella della reclusione nei circhi, che non può più giustificarsi con il fatto che i circensi dicono di volere bene agli animali così come che tanto sono nati in cattività. Fatto questo, vero solo in parte (basti pensare agli elefanti, tutti di cattura). Quello che comunque non può nascondersi è che gli animali nascono per vivere nel loro ambiente, a prescindere cioè se da generazioni in cattività o prelevati in natura. La gabbia e la pista, non potranno mai essere accettate come la tana e l’ambiente sterno, come in alcuni casi noti circensi hanno scritto. Un fatto “etico” per essereAnimali, che pur considerando come positivi i piccoli miglioramenti che potrebbero essere messi in atto, non può accontentare. Occorre un cambiamento, che spinga cioè verso la fine dello sfruttamento degli animali nei circhi.

Quale è a questo proposito la situazione in Italia? Siamo all’anno zero. Al Senato sono inchiodate al giorno di presentazione (ovvero, più o meno, all’inizio della legislatura) un paio di disegni di legge. Non hanno fatto un passo avanti perché a muoversi sono state le proposte di legge presentate alla Camera. Quasi tutte, tranne una di casa leghista, per il divieto di detenzione degli animali nei circhi. In Commissione Cultura, però, furono inserite nella proposta di legge sulla spettacolo dal vivo, di area governativa. In tale sede venne eliminato ogni riferimento agli animali e di fatto, ad oggi, non esiste più una proposta di legge che alla Camera parli di fine dello sfruttamento sotto il tendone.

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IL CIRCO NON E’ DIVERTENTE PER GLI ANIMALI | Marzo 012 Cesena from essereAnimali on Vimeo.