GEAPRESS – Se il Circo Fantasy ha dei precedenti, è altra storia giudiziaria. Questo quanto trapela in ambienti inquirenti dopo le polemiche dei giorni scorsi in merito al possesso di un cucciolo di puma detenuto, come mostrato in una foto diffusa dalla LAV, in una gabbia che lo conteneva appena. C’era pure la documentazione Cites, sebbene incompleta. Presentata pure la richiesta di detenzione alla Prefettura in quanto, per legge, il puma è un animale definito “pericoloso” (nel comunicato della Forestale si parla comunque di assenza di prescritta autorizzazione). L’intervento ed il successivo sequestro per le irregolarità Cites, sarebbe inoltre partito nell’ambito di un normale servizio di controllo della stessa Forestale. Facile immaginare che dietro questa frase si nasconda un pò di fastidio per la grancassa mediata conclusa, però, con un nulla di fatto. Questo, almeno sotto il profilo di una auspicabile diversa destinazione dell’animale.

Un quadro probatorio che, alla luce dell’assenza di riscontrate condizioni di maltrattamento e di inidonee condizioni di detenzione (così come rilevato dall’ASL di Brindisi) ha indotto, poche ore addietro, il Magistrato titolare del procedimento a confermare il circo come luogo di destinazione del povero animale.

Così sarà per tutto il tempo del sequestro salvo che in futuro non venga riscontrato un reato più potente. Solo nel caso di condanna definita, si arriverà alla possibile confisca. Trattandosi, però, di un reato di semplice contravvenzione, difficilmente la condanna definita sarà compatibile con i tempi di prescrizione del reato. L’imputato, inoltre, potrà oblare (pagare una piccola somma ed estinguere il resto) o accettare una pena ridotta come nel caso dell’accettazione del Decreto Penale di Condanna.

Del piccolo puma si conosce tutto. Dal luogo di orgine, un centro autorizzato greco, ad uno intermedio e sempre autorizzato, italiano. Il piccolo puma, stante così le cose, o nuova denuncia che trovi riscontro, rimarrà pertanto nel circo. In definitiva, ad oggi, in Italia, non vi è una norma che sappia intervenire con decisione se trattasi di animali detenuti nei circhi. Del resto, in tempi recenti, anche in casa animalista si è difesa una proposta di legge contro l’uso degli animali nei circhi, della quale, però, nessuno si era accorto della scomparsa di tutti i suoi contenuti nel corso dei lavori parlamentari.

Smentite anche le voci che mettevano in correlazione il sequestro attuale con quello di un maschio di puma di circa due anni, tolto ad un pregiudicato della zona. In quel caso non intervenne il Servizio Cites territoriale (come nel caso del cucciolo del circo) ma il Nucleo Operativo Cites del porto di Bari a seguito di un controllo disposto dalla Polizia di Stato.

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