Bergamo – Le Cornelle e gli animali confiscati
Tanto polverone per nulla, Roma non li vuole.
GEAPRESS – Un vicenda che va avanti ormai da anni. Un procedimento penale intentato dalla Procura di Bergamo contro il titolare dello zoo, recentemente deceduto, e che riguarderebbe le irregolarità della documentazione Cites. Si tratta cioè di quella documentazione che attesta la regolare provenienza e detenzione degli animali inseriti negli elenchi della Convenzione di Washington, sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione.
Recentemente la polemica sullo zoo della bergamasca è tornata a galla. Tutto prende spunto dal provvedimento di dissequestro degli animali disposto dalla Procura, seguito pochi giorni dopo da quello di confisca. L’Avvocato che tutela gli interessi dei titolari della struttura, ha fatto ricorso sostenendo le ragioni di chi detiene gli animali. Una vicenda che deve ancora conoscere, pertanto, l’epilogo definitivo. Giova però riflettere come per molti animali attenzionati dal Giudice vale, per legge, la confisca obbligatoria. Dunque, parrebbe che venuto meno l’indagato rimangano i però i presupposti sulla regolarità degli animali, tra i quali alcuni molto rari. Stante così le cose, si tratterebbe di un atto oltremodo dovuto che ben difficilmente avrà un risvolto pratico.
I Ministeri romani, infatti, non sono molto intenzionati a dar corso all’accoglimento degli animali che, in generale, vengono confiscati o sequestrati ogni anno in Italia. In particolare si tratta di difficoltà economiche ma anche di una vera e proprio mancanza di volontà politica. Non sanno, cioè, che pesce prendere, figuriamoci l’intero elenco da confiscare a Le Cornelle che riguarderebbe una settantina di animali, alcuni dei quali di grossa taglia e difficili da gestire. Ovviamente il principio, in questo caso, se ne andrebbe a farsi benedire.
Difficoltà economiche e forse chissà cos’altro, ma del fatto che lo Stato si assuma gli oneri della gestione di animali confiscati in giro per l’Italia, sembra proprio che non vi sia grande voglia. Dunque, se dovesse essere confermata tale impasse decisionale, difficilmente Le Cornelle (ricorsi della difesa a parte) avrà da temere l’allontanamento degli animali.
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati








Uno Stato che non è capace di far applicare le proprie leggi è un’autorità che difficilmente potrà ottenere che i cittadini rispettino e le regole e, nel contempo, che rispettino lo Stato e i suoi poteri.
Questa storia delle Cornelle va avanti da anni e si consente, nonostante gli sforzi del Corpo Forestale di Bergamo, di lucrare su animali che sono il profitto di un reato.
E’ come garantire a un evasore fiscale di poter mantenere la disponibilità del proprio patrimonio, accumulato violando le leggi e rubando alla comunità.
Ermanno Giudici
Capo Nucleo Guardie Zoofile ENPA – Milano
ma per quale ragione gli animali dovrebbero essere dissequestrati? non tutti sanno le vicende, chi mi sa dare qualche informazione in più? Sig.Ermanno mi ragguaglia? grazie infinite
mi sembra che ci sia, tra gli altri, il solito tragico problema: dove mettere gli animali sequestrati?
e soprattutto: dove metterli affinché non stiano peggio di prima?