GEAPRESS – Avrebbero tutti la criniera, i cinque leoni del numero del circo Lidia Togni ieri protagonista di un insolito incidente. Rimane da capire dove sia il “cucciolo” dei tanti virgolettati ieri attribuiti al responsabile circense che ha rassicurato dopo i “due passi” fuori gabbia del leone durante lo spettacolo.

Urla e grida ed una signora che si è sentita male. Eppure dall’ispezione compiuta dai Servizi Veterinari dell’ASL di Bari, congiuntamente al Servizio Cites territoriale del Corpo Forestale dello Stato, nel circo è risultata la presenza di cinque leoni forse intorno ai tre anni di età. Tutti maschi ed in grado, se confermata l’età, di creare una situazione quantomeno problematica.

Il leone è stato fatto rientrare in gabbia. Tutti animali recentemente acquisiti dal circo Lidia Togni scritturando un numero di una famiglia circense del centro Italia. A guidarli è un giovane addestratore che recentemente, proprio a Bari, aveva rilasciato dichiarazioni che apparirebbero in controtendenza rispetto alla tranquillizzante scenetta diffusa tramite la stampa. Intervistato da una televisione locale il giovane addestratore, oltre a riferire della passione di famiglia per i leoni, rispondendo ad una domanda sui rischi nei quali è possibile incorrere, aveva spiegato come stanno le cose. La gente crede che siano gatti, aveva riferito, ma non lo sono. Se addomesticati, aveva aggiunto il giovane, si possono tenere ma c’è sempre il rischio che possano prenderti e graffiarti.

In tutto i cinque leoni ora al circo Lidia Togni, fanno compagnia nello zoo a trentuno cavalli, due struzzi, un emù ed un elefante. Questo anche se le Linee Guida del Ministero dell’Ambiente sconsigliano la detenzione di un singolo pachiderma. Le stesse Linee Guida riprese a supporto della condanna emessa dalla Procura della Repubblica di Palermo, proprio nei confronti dell’allora rappresentante legale della stessa insegna circense. Il circo, stante le cronache di allora (i fatti risalgono al 2005), non risulterebbe essersi appellato. La condanna arrivò per le inidonee condizioni di detenzione degli animali, ex art. 727 del Codice Penale.

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