GEAPRESS – Un elefante e un dromedario. Sarebbe vietato, fosse solo per quello straccio di Linee Guida emanate anni addietro dal Ministero dell’Ambiente. Poi, l’elefante, sarebbe pure un animale pericoloso il quale andrebbe detenuto solo nella struttura circense, se autorizzata. Qualora non si fosse ancora capito, si tratta di un circo. Niente giraffe in fuga, ma elefante e dromedario utilizzati per una manifestazione di evidente stampo pubblicitario.

I cittadini di Bagheria, increduli, si sono trovati il pachiderma fermo al semaforo. Hanno iniziato così a chiamare il numero di telefono del Partito Animalista Europeo ed in pochi minuti sul tavolo del Sindaco di Bagheria, oltre che del Questore e del Prefetto di Palermo, è arrivato il fax urgente di Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del PAE.

Quella del circo Togni – riferisce Rizzi – era una evidente attività pubblicitaria, messa letteralmente in pubblica via con il trasporto e l’esposizione dei due grossi animali. Entrambi gli animali – aggiunge Rizzi – ci risultano essere stati utilizzati senza particolari precauzioni. Tra il marciapiede e la strada, tra le stesse persone, una cosa incredibile“.

Rizzi ha ora invitato le autorità coinvolte a verificare se vi siano state violazioni alle disposizioni di cui al Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, oltre che violazioni in tema di incuria ed abbandono di animali. “Vorrei sottolineare – ha aggiunto Rizzi – che tali esibizioni non possono avvenire senza autorizzazione comunale, ammesso che sia legittima, poi. Spero che la Polizia Municipale – ha concluso Rizzi – intervenga subito se dovesse malauguratamente verificarsi un nuovo episodio di tal genere”.

Il PAE ha, inoltre, chiesto, viste le specifiche competenze sia del Comune che della Prefettura, di verificare, oltre che le condizioni degli animali detenuti nel circo, anche la regolarità delle autorizzazioni che devono essere esibite ai controlli.

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