elefanti circo
GEAPRESS – Il circo ha un nome che richiama assonanze italiane, come in molti casi avviene nel mondo del tendone, ma è solo l’ultimo di una lunga serie dove l’adestratore di elefanti filmato nel 2009 in Gran Bretagna  ha continuato ad esibirsi. A denunciare il tutto è Animal Defenders International  che richiama la carenza legislativa europea. Che senso ha mandare via l’addestratore dalla Gran Bretagna se poi continua ad esibirsi in Francia, Germania, Slovacchia, Lettonia, Svezia, e Danimarca? In altri termini, sembra dire ADI, sono tutti paesi della UE ma ognuno sembra andare per la sua strada.

Un esempio di come in Europa la protezione degli animali non è ancora un valore consolidato. Le scene che hanno immortalato l’adestratore e il suo staff mostrano ripetute percosse inflitte con mezzi diversi. Gli elefanti appaiono impauriti e cercano di mettersi in disparte, urlando il loro dolore.

Secondo Jan Creamer, presidente di ADI, “i governi hanno fallito. Mentre un addestratore e il suo staff sono stati filmati in un paese della UE, una volta mandato via lo stesso soggetto ha semplicemente cambiato gli Stati dove esibirsi”.

Le telecamere nascoste di ADI hanno filmato l’addestratore nel 2009. Gli elefanti venivano colpiti in faccia con un gancio metallico ed ancora con scopa, spazzola, forcone; un lavoratore si è visto mentre torceva la coda di una delle tre elefantesse.

Secondo Franck Schrafstetter, presidente di Code Animal, una associazione protezionista francese, quanto subìto dai tre elefanti non rappresenterebbe un caso isolato. “Costringere gli animali selvatici nelle sessioni di addestramento li rende un prodotto del consumismo e accelera la scomparsa della loro specie in natura “.

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