GEAPRESS – Grottammare, la cittadina in provincia di Ascoli Piceno, più volte richiamata in polemica con i mercatini di animali, difende le tradizioni agricole e non vuole un regolamento in difesa degli animali. Quanto meno su circhi e mercatini. Così si evincerebbe dall’esito del Consiglio Comunale dello scorso 28 settembre.

Anzi, secondo quanto riferito dall’Associazione Arca 2000, il Sindaco avrebbe evidenziato le condizioni degli animali detenuti nei negozi che sarebbero peggiori di quelle dei mercatini, scordandosi però che il rispetto della legislazione in difesa degli animali (negozi compresi) è affidato proprio ai Comuni. In altri termini, se è a conoscenza di tali situazioni nel Comune da lui Amministrato, non deve fare altro che intervenire. Poi battute gratuite sulle non meglio specificate associazioni e finanche sui cani dei cinesi.

Insomma, al di là di come sia andata, Grottammare non vuole un regolamento in difesa degli animali questo perché il TAR impugnerebbe. Se così è stato detto si è forse fatta un’ulteriore confusione tra le Ordinanze e i Regolamenti che vietano il circo con animali (purtroppo è vero che vengono impugnate dal TAR) e i Regolamenti in generale che considerano anche i mercatini di animali. Tali regolamenti sono presenti in moltissime città italiane, anche di tradizione agricola, e considerano pure le dimensioni di gabbie ed acquari (di negozi come di mercatini).

Per Arca 2000, gli amministratori di Grottammare hanno dimostrato ancora una volta il reale livello di sensibilità sull’argomento.

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