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GEAPRESS – Si celebra oggi, così come voluto dalle Nazioni Unite, la Giornata Mondiale della Natura. Il 3 marzo 1973 entrava infatti in vigore la Convenzione di Washington (CITES) sul commercio di flora e fauna minacciata di estinzione. Pochi paesi, all’atto della firma, giunti ora a 180. L’ultimo ad avere aderito, appena il 5 febbraio scorso, è stato l’Iraq.

Così come sottolineato in una nota dell’ONU, il World Wildlife Day è l’occasione per celebrare le varie forme e le  bellezze della natura oltre che i vantaggi che le politiche di conservazione offrono alle persone. Al tempo stesso, la giornata ricorda l’urgenza di intensificare la lotta contro la criminalità organizzata che lucra sul commercio illegale della fauna selvatica. Un problema, riferisce sempre l’ONU, dai forti impatti econimici, sociali ed ambientali.

Un invito alla difesa della natura è giunto direttamente dal Segretario Generale Ban Ki-moon, il quale ha esortato “tutti i settori della società a porre fine ai traffici illegali” e ad impegnarsi per uso di piante ed animali selvatici equo e sostenibile.

Una nota, quest’ultima che ha suscitato negli ambienti protezionisti qualche perplessità.

Di futuro sostenibile di piante ed animali ha riferito anche il Segretario Generale della Convenzione di Washington (CITES) John E. Scanlon.  Ferma la condanna e l’esigenza di un impegno comune, contro i traffici illegali. Il Segretario Generale Cites ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità collettiva, sia come cittadini che consumatori, per porre termine al commercio illegale di fauna selvatica.

Di rilievo è altresì quanto aggiunto dal Segretario Generale dell’ONU, in merito agli effetti sulla pace  e la sicurezza causati dai traffici illeciti di natura. Per il Segretario Ban Ki-moon,  i trafficanti sono spesso collegati con le organizzazioni terroristiche.

L’iniziativa di oggi è stata proclamata nel corso della sessantottesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tenutasi il 20 dicembre scorso. Numerosi gli eventi che saranno celebrati in varie città del mondo.

Le perplessità sul distinguo tra commerci illegali e legali, sollevate da alcune organizzazioni, sono dovute al fatto che molto spesso le due tipologie sono collegate fra loro. Valga per tutti l’esempio dell’avorio che risulta essere legale in alcuni paesi che sono però in cima alla lista dei sequestri di partite illegali.

Ad ogni modo, l’iniziativa di oggi, porterà all’attenzione di una platea molto vasta, la pericolosita dei traffici illegali spesso legati, come ha evidenziato lo stesso Segretario Generale dell’ONU, ad organizzazioni criminali che possono mettere a repentaglio la pace nel mondo.

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