GEAPRESS – E’ in corso in Giappone il vertice di Nagoya dove il compito arduo che si sono dati i 193 paesi partecipanti è quello di preservare la biodiversità e bloccare il depauperamento che impietosamente coinvolge ogni zona del nostro pianeta.

La decima Conferenza delle Parti (COP 10) alla Convention della Diversità Biologica (CBD) che cade a chiusura dell’anno internazionale della biodiversità dovrà confrontarsi anche con il mancato raggiungimento degli scopi fissati nei precedenti incontri. Ogni paese partecipante condividerà la propria esperienza e i programmi per il raggiungimento degli obiettivi, ahinoi, disattesi per arrivare a concordare nuove strategie e sviluppare una previsione d’intervento che arrivi al 2050.

Secondo LIPU-BirdLife International, presente al vertice, dopo il fallimento dell’obiettivo globale fissato al 2010 dai capi di Stato e di Governo, il vertice dovrà approvare un nuovo ambizioso piano strategico, con la definizione di precisi target da raggiungere. E non potrà prescindere da altri fondamentali interventi quali l’aumento di aree protette e nuove sinergie tra le politiche di difesa dai cambiamenti climatici e quelle di salvaguardia della biodiversità.

Secondo l’associazione per invertire la tendenza dovrebbero essere affrontati almeno quattro punti fondamentali. La messa a punto di un Piano strategico esauriente, ambizioso e realizzabile entro il 2020, che tenga conto dell’importanza del legame tra la conservazione della biodiversità e il miglioramento dei livelli di vita e di reddito delle popolazioni più svantaggiate. Concordare meccanismi che assicurino per ogni Paese risorse sufficienti per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Convenzione sulla diversità biologica, con forte supporto in tal senso dei paesi in via di sviluppo da parte dei paesi sviluppati. L’espansione del network di aree protette, in particolare sull’ambiente marino attualmente sottorappresentato, compreso il nostro Mediterraneo. Infine, si dovrebbero promuovere sinergie tra la Convenzione sulla Diversità biologica e la Convenzione sui cambiamenti climatici dell’ONU, perché biodiversità ed ecosistemi favoriscono la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici ma nello stesso tempo subiscono gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

E intanto, il Governo Italiano, pur portando con sé la nuova Strategia nazionale per la biodiversità, predisposta dal Ministero dell’Ambiente e approvata dalla Conferenza Stato-Regioni,  si presenta al vertice internazionale con un taglio del 50% dei fondi ai parchi nazionali, che pregiudica fortemente la sua azione a difesa delle specie animali e vegetali.

Abbiamo presentato alcune osservazioni alla Strategia Nazionale poi approvata dal Governo – dichiara Giuliano Tallone, Presidente LIPU – in particolare sono stati recepiti i nostri punti sulle aree protette e sull’impatto del sistema italiano sulla biodiversità mondiale. Ma purtroppo, fatti salvi i tentativi, per ora improduttivi, del Ministro dell’Ambiente, il recentissimo pesante taglio ai parchi nazionali dimostra una scarsa attenzione del Governo verso la conservazione della natura. Chiediamo dunque – conclude Tallone – il ripristino dei fondi soppressi e una politica nazionale coerente con le esigenze di tutela della biodiversità che vengono espresse già in questi primi giorni al vertice di Nagoya”.

In attesa della conclusione del vertice e di conoscere le nuove strategie e i nuovi impegni (speriamo rispettati meglio dei precedenti) dei paesi membri della Convention per la salvaguardia della biodiversità non si può non constatare che proprio il paese ospitante l’importante vertice continua, ogni anno, a praticare la mattanza dei delfini per arricchire l’industria della carne e dei delfinari (anche italiani), con buona pace delle associazioni ambientaliste, dell’opinione pubblica internazionale…e della biodiversità.

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