andrea zanoni II
GEAPRESS – Rimane il divieto di tenere  cani alla catena, ma quei recinti da poter costruire in barba alla disposizioni urbanistiche non si potranno più fare. Così ha deciso la Corte Costituzionale a seguito dell’impugnativa del Governo. Un provvedimento, quello della Regione Veneto, che aveva alimentato numerose polemiche anche sul presunto uso di taluni di questi recinti.

La Corte Costituzionale ha ora stabilito che così non potrà essere e, nonostante l’opposizione della Regione Veneto, anche i recinti per cani dovranno attenersi alle disposizioni autorizzatorie.

Sulla vicenda è oggi intervenuto il neo Consigliere Regionale PD Andrea Zanoni secondo il quale l’intervento della Corte Costituzionale rappresenta un fatto positivo

Bene ha fatto il governo Renzi – ha dichiarato il Consigliere Zanoni – ad impugnare la legge nella parte che consentiva deroghe al vincoli urbanistici per la realizzazione di recinti e strutture per cani. La Regione ed in particolare qualche consigliere, aveva utilizzato il comune sentire a favore dei nostri amici a quattro zampe per liberalizzare costruzioni in aree vincolate“.

Nel dispositivo della Corte è infatti espressamente richiamata la Rete Natura, così come prevista dall’Unione Europea. La Regione, in altri termini, non può derogare ad una disposizione nazionale che, oltretutto, prevede vincoli per le aree protette.

Resta il sacrosanto divieto di tenere i cani a catena” ha aggiunto Zanoni, secondo il quale ad essere messa in crisi è la politica del cemento che viene imputata al Governatore della Regione. “L’ambiente – ha concluso Zanoni – non viene protetto con le sole parole“.

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