cane recinzione
GEAPRESS – E’ stata pubblicata lo scorso 24 giugno nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto, la L.R. numero 17  riportante modifiche alla legge regionale del 1993 sul randagismo ed animali d’affezione. Una norma che è stata molto pubblicizzata come quella sul divieto di detenere cani alla catena e che sembra, pertanto, poco collimare con le recenti polemiche registrate in Emilia Romagna su un analogo provvedimento e le presunte ingerenze, così come denunciate dalle associazioni animaliste, della lobby dei cacciatori.

In realtà il divieto di detenere cani alla catena nel Veneto, non è affatto così immediato. Di certo non lo è il deterrente, ovvero la sanzione amministrativa  compresa appena tra 100 e 300 euro.

La nuova disposizione dispone in effetti delle modifiche alla Legge Regionale n. 60 del 1993, prevedendo all’articolo 2/bis che al: ” ..  proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione è vietato l’utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie o per misure urgenti e solamente temporanee di sicurezza, documentabili e certificate dal veterinario curante.” La norma però non si applica per un periodo di sei mesi dall’entrata in vigore della Legge (così come stabilito dal successivo articolo 5)  “ai fini di consentire al proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione di adeguarsi a quanto previsto dalla presente legge“.

Preso atto dei sei mesi necessari per togliere una catena e trovare una soluzione alternativa, il tutto potrebbe ancora riservare delle sorprese nel momento in cui, così come previsto dal comma 1 dell’art. 6, la Giunta Regionale, sentita la Commissione Consiliare competente, “emana apposite indicazioni tecniche aventi ad oggetto gli specifici requisiti delle strutture e delle recinzioni volte al ricovero dei cani e dei gatti e le modalità di custodia degli animali di affezione, con disposizioni specifiche per la custodia dei cani da parte dei privati“. Privati, pertanto, che non detengono cani in casa o nella cuccia del giardino.

Il tutto, poi, dovrebbe avvenire in sei mesi e, si spera, in maniera diversa della proposta dell’ Emilia Romagna con spazi ancora più piccoli a quelli previsti dalla legge sulla vivisezione. Di certo, per il Veneto, le nuove strutture e recinzioni per detenere cani saranno poi sempre consentite “anche in deroga alla normativa regionale e agli strumenti territoriali, ambientali, urbanistici ed edilizi”.

Chi sarà favorito da un sistema  che, per le nuove strutture, sembra prevedere una fuga dalla norme urbanistiche ed edilizie?

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