GEAPRESS – Curiosa discrasia in provincia di Trento. Lo stesso Presidente che aveva annunciato di avere rinegoziato con il Ministero dell’Ambiente la diminuzione degli orsi selvatici del Trentino, assicura ora, per la seconda volta in un anno, che il plantigrado tornerà. Non in natura, ma nel recinto del Santuario di San Romedio, nel Comune di Coredo. Questo perché la tradizione religiosa del posto vuole un orso nei luoghi del Santo.

Eppure quel recinto fu la “buca” di Jurka, l’orsa prelevata in natura perché si avvicinava alla case e rinchiusa in cattività proprio a San Romedio. Le condizioni di quel povero animale, infine trasferito, fecero il giro del mondo. Ora, però, la Provincia di Trento rassicura sul fatto che il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato l’idoneità alla detenzione. Dunque, se selvatici, devono andare via. Se in cattività e in ricordo del Santo, possono restare. Nel caso in questione, l’orso dovrebbe provenire dallo zoo del Parco Nazionale d’Abruzzo.

La questione, come era facile immaginare, ha già sollevato un nuvolone di polemiche. A prendere per prima posizione è stato il Movimento Vegetariano No alla Caccia. Sulla vicenda è ora intervenuto l’eurodeputato IdV Andrea Zanoni ” «Non starò a guardare un altro essere vivente diventare simbolo della sofferenza ed emblema del “selvaggio imprigionato” come è successo a Jurka – ha dichiarato l’On.le Zanoni – . Appoggio pienamente la protesta del Movimento vegetariano-No alla caccia e mi unisco alla loro battaglia: è inaccettabile tenere un animale in un vero e proprio buco, senza lo spazio vitale indispensabile per muoversi“.

A supporto della tesi del Movimento Vegetariano No alla Caccia Non c’è la relazione dell’esperto Schmiedel, che a San Romedio ha ispezionato il luogo della costrizione dell’orso, giudicandolo inadatto. “Gli orsi – ha aggiunto l’ON.le Zanoni – vivono in zone che si estendono dai 200 ai 400 chilometri quadrati, hanno bisogno di corsi d’acqua di ampie dimensioni per la loro predisposizione a fare il bagno e necessitano di boschi e cespugli per nascondersi. A San Romedio queste condizioni non esistono. Al contrario, un orso rinchiuso in quella fossa non può evitare problemi alle articolazioni dovuti all’elevato tasso di umidità e alla insufficiente esposizione al sole”.

Ma perché un orso dovrebbe stare nella “buca” di San Romedio? Ce lo ricorda la stessa Provincia di Trento. Nel suo sito riporta la storia dell’eremita Romedio che nel quarto secolo dell’era cristiana viveva proprio da quelle parti. Sentendo la sua fine vicina, volle andare a trovare il Vescovo. Il cavallo, però, era stato divorato dall’orso. Il plantigrado, però, ubbidì subito all’ordine dell’eremita e si face sellare. Al suo passaggio il futuro Santo fece molti miracoli. Questa la tradizione religiosa. Una consigliera provinciale ha ritenuto ora che a San Romedio un orso debba stare e il Presidente Dellai, lo stesso che vuole meno orsi in natura, ha dato l’ok. Così avrebbe fatto anche il Ministero dell’Ambiente sul quale, ironizzano gli animalisti, si spera solo non debba poi trovarsi ad esaminare le vicende dei martiri sbranati nel colosseo.

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