orso trentino
GEAPRESS – Nella giornata di ieri una nota dalla Provincia di Trento ha diffuso la notizia sulla probabile morte per avvelenamento dell’orso M6. Nello stomaco dell’animale sarebbe stato ritrovato un laccio del tutto simile ad altri che avvolgevano alcune propabili esche avvelenate rinvenute negli stessi luoghi dalla Forestale (vedi articolo GeaPress ).

Si trattava di un animale rediocollarato e, come è noto, era stato segnalato per alcuni danni arrecati.

Sulla vicenda è ora intervenuta l’ENPA, secondo la quale “la triste, orribile morte di M6, che sembra essere causata dall’ingestione di esche avvelenate, è un fatto gravissimo per il quale è necessario accertare, con estrema urgenza, tutte le responsabilità. In particolare – ha aggiunto la Protezione Animale – chiediamo venga fatta chiarezza sul ruolo svolto dai residenti: com’è possibile che, ogni qualvolta si verificano fatti del genere, gli abitanti del posto, soprattutto coloro i quali appartengono a ben individuate categorie, siano sempre all’oscuro di quanto accade sul loro territorio? A nostro avviso, chi ha confezionato e posizionato le “esche killer” non era un estraneo ma un frequentatore di quei luoghi, che molto probabilmente conosceva gli spostamenti di M6“.

Per l’ENPA si tratterebbe di un vero e propri velo di omertà, se non addirittura di aperta complicità, dietro cui si potrebbero nascondere gli uccisori di animali.

La Protezione Animali, però, sottolinea l’esigenza del ritiro delle licenza di caccia. Questo perchè il pericolo per gli animali selvatici non è rappresentato solo dal veleno ma anche dal bracconaggio.

«Continuiamo ad assistere alla morte degli orsi – ha dichiarato l’ENPA –  che, è opportuno ricordarlo, sono animali particolarmente protetti dalla legge 157/92 e, al pari degli altri selvatici, patrimonio indisponibile dello Stato e quindi di tutti i cittadini italiani; animali che, ciononostante vengono uccisi nella totale impunità. Questo non è più accettabile – prosegue l’Enpa – e le responsabilità sono anche istituzionali: sfruttando ed incitando la popolazione a colpi di interrogazioni regionali in cui si prefigura a possibilità di uccidere i plantigradi, molti politici hanno condotto campagne emergenziali con l’obiettivo di creare un falso allarme sociale mentre avrebbero dovuto lavorare insieme agli agricoltori per risolvere, attraverso ben noti sistemi “cruelty free”, i problemi di convivenza con gli orsi“.

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