orso trentino
GEAPRESS – Comunicato chiarificatore, oggi diramato dalla Provincia di Trento in merito alle tecniche di corretta convivenza tra mamma orsa e l’uomo. Una nota, che riepiloga i comportamenti base che devono essere adottati nel caso di incontro con l’orsa ed i suoi cuccioli. Un evento molto raro, spiega la Provincia di Trento, ma che può capitare.

Il piccolo vademecum viene diffuso congiuntamente all’annuncio di ben sette cucciolate che sarebbero avvenute nel Gruppo di Brenta e della Paganella/Gazza. Almemo 12-13 nuovi cuccioli, popolano ora le montagne trentine.

Dunque, per evitare pasticci, la Provincia raccomanda di non avvicinarsi mai al gruppo familiare, limitarsi ad osservarlo a distanza e allontanarsi, lentamente, nel caso in cui  gli orsi siano vicini (indicativamente a meno di 50 metri).

L’orsa, come tutte le mamme, è protettiva nei confronti dei suoi piccoli. Meglio attenersi alle raccomandazioni e guadagnare la cosiddetta “distanza di rispetto” che l’animale richiede. Nel caso di eccessiva vicinanza, infatti, la mamma apprensiva potrebbe simulare attacchi per convincere quelli che ritiene degli “intrusi” ad allontanarsi dai cuccioli.

Del tutto controproducenti sono, da parte dell’uomo, le fughe veloci, come l’uso di sassi o bastoni. Agendo in tal maniera si accentua nell’orsa la sensazione di pericolo, prolungando l’atteggiamento di “falso attacco”.

Ad ogni modo, per evitare la pur rara evenutalità di incontrare l’orso in un bosco, basta fare rumore.

Informazioni più approfondite su come comportarsi nel caso di incontro, sono inoltre disponibili in un opuscolo predisposto dalla Provincia di Trento (SCARCA OPUSCOLO).

Impossibile, alla luce  del comunicato della Provincia, non pesare a quanto successo l’anno scorso all’orsa Daniza ed ai suoi cuccioli. Un incontro ravvicinato con quello che si disse essere un raccoglitore di funghi. Mille polemiche e la decisione intrapresa a distanza di  poche ore dal fatto, di catturare l’animale. Il tentativo, invece, si tramutò in un disastro per la povera orsa, morta  nelle fasi cattura.

Un fatto che non è stato scordato dall’ENPA che, in occasione del comunicato diffuso dalla Provincia di Trento ricorda quella che viene definita “una lunga e tragica casistica di esemplari uccisi, “dispersi”, catturati e reclusi soltanto perché ritenuti “problematici” in un contesto di crescente allarme per la tutela della biodiversità anche da parte di moltissimi cittadini“. Uno scenario – ha dichiarato Andrea Brutti, dell’Ufficio Fauna Selvatica di Enpa, dove  “la vicenda di Daniza è assurta a simbolo, ma non si tratta purtroppo di un episodio isolato“.

Fatti poco chiari sui quali ENPA paventa pure la possibilità di “fughe di notizie” che potrebbero favorire la localizzazione degli orsi. In Trentino vi sarebbero a questo proposito politici che non gradiscono al presenza del platigrado.

Se da un lato c’è chi nel passato ha manifestato il desiderio di portar via (o forse anche peggio) gli orsi,  l’ENPA, invece, sottolinea l’esigenza di un maggiore peso della sanzioni nei confronti di chi li disturba.

Ci auguriamo – ha concluso Brutti – che i sette cuccioli di orso e le loro mamme abbiano una sorte molto diversa di quella toccata alla povera Daniza ed ai suoi piccoli; proprio per questo chiediamo siano prese tutte le opportune misure per evitare incontri ravvicinati, più o meno fortuiti, con le persone“.