Orsa Daniza
GEAPRESS – “Le decisioni che adotteremo saranno basate sullo stesso principio adottato lo scorso anno in agosto quando si verificò l’altra aggressione”.  Lo ha riferito il Presidente della Provincia di Trento Rossi, quando ancora era in corso la videoconferenza di stamani con il Ministero dell’Ambiente ed i tecnici dell’Ispra. Il Presidente della Provincia non la nomina mai, ma il riferimento all’altra aggressione, è quella dell’orsa Daniza (nella foto della Provincia di Trento).

Ieri pomeriggio, come è noto, si è registrata una l’aggressione nei pressi di Cadine (vedi articolo GeaPress) . “Di fronte ad un fenomeno che è dentro le logiche naturali – ha spiegato Rossi – si valuta la gravità e prima viene la vita e la sicurezza delle persone e poi viene la conservazione della natura“.

Il riferimento del Presidente della Provincia a quanto già adottato nel caso Daniza è fin troppo esplicito: “Lo scorso anno, dentro le regole di cui disponiamo – ha aggiunto Rossi –  abbiamo applicato lo stesso principio“.

Una scelta che scatenò un mare di polemiche alle quali fecero seguito quelle relative alla morte dell’orsa dopo un tentativo di cattura finito male. Rossi, però, si assume tutte le responsabilità sia in merito all’intervento passato, che su quelli che verranno. Anzi, a proposito dell’intervento su Daniza, Rossi accusa la non molta solidarità che avvertì in quella occasione.

Quello che noi possiamo fare – ha aggiunto Rossi – in relazione alle regole è scritto e ve lo leggo. Nel momento in cui un orso attacca senza essere provocato si possono adottare tre provvedimenti: cattura con rilascio e radiocollaraggio, cattura con captivazione, abbattimento. L’ordinanza dello scorso anno diceva esattamente questo. Io mi sono preso questa responsabilità assieme alla mia giunta l’anno scorso e siamo pronti ad assumerla anche quest’anno. Per assumersi questa responsabilità è necessario però identificare e riconoscere l’esemplare responsabile dell’aggressione. Questo è quello che faremo. La videoconferenza con Ministero e ISPRA che è in corso in questo momento serve proprio per condividere questa procedura a livello centrale. Però siamo pronti a prenderci responsabilità in via autonoma ma vogliamo evitare che qualche organo centrale, sulla base di informazioni scorrette, possa fare rilievi, come lo scorso anno. Anche questa volta la cattura di un orso ha dei rischi come per l’evento infausto dell’anno scorso. L’altra volta abbiamo assistito ad un mettere in croce persone e istituzioni rispetto a quella decisione. Noi quei rischi ce li prenderemo anche quest’anno. Abbiamo le regole e le abbiamo sempre utilizzate e le utilizzeremo fino in fondo. Quanto al cambiarle, già lo scorso anno la Provincia di Trento ha formalizzato ciò che ho sentito dire in quest’aula, e che condivido, sulla necessità di modificare alcune regole del progetto. Il progetto del 1993 non prevedeva un numero massimo, noi stiamo chiedendo di definire modalità che vadano oltre a quelle che abbiamo per cercare di modificare ciò che è possibile, compreso la riduzione del numero degli orsi. Le decisioni le abbiamo prese e difese, talvolta un po’ troppo soli.”

Rossi, anche in questo caso, non fa riferimento a quale organo centrale possa fare rilievi come nel caso di Daniza. Forse potrebbe essere il Corpo Forestale dello Stato il quale, dopo la tragica conclusione della tentata cattura di danizà, emanà un comunicato molto duro sugli interventi intrapresi.

Intanto il quotidiano L’Adige ha diffuso una video intervista a Wladimir Molinari, la persona aggredita ieri pomeriggio in compagnia del suo cane. “Ho sempre sostenuto l’orso – ha riferito Molinari al giornalista che gli aveva chieso un suo parere sul progetto di reintroduzione – Minimo lo devono catturare, è troppo pericoloso“.

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