orso bolzano
GEAPRESS – Non sono molte le novità in merito  ai possibili avvistamenti dell’orso che lo scorso 10 giugno si è reso responsabile dell’aggressione ad un uomo nella frazione di Cadine. Dopo la comunicazione del ritrovamento di tracce organiche, null’altro è stato diffuso dai tecnici della Provincia di Trento.

Nella giornata di ieri  l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha tenuto ad evidenziare con un suo comunicato, tre punti fondamentali. Si tratta della conclusione dei sopralluoghi finalizzati al reperimento di campioni organici che risultano ora in fase di analisi presso i laboratori dell’ISPRA. Sono stati intrapresi i contatti con i massimi esperti mondiali della materia al fine di comprendere i possibili fattori scatenanti del comportamento dell’orso responsabile dell’attaco. In ultimo, è stato costituito un tavolo di consultazione permanente tra Provincia di Trento, Ministero Ambiente e ISPRA che assicuri un costante raccordo tra i tre enti.

Sulla vicenda è inoltre intervenuta la SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) che ha ribadito, come già avvenuto nel cosiddetto “caso Daniza” l’esigenza di avvalersi per la cattura dell’orso di Medici Veterinari specializzati in animali selvatici e protetti. Competenze specifiche, riferisce sempre la SIVAE, di telenarcosi, sedazione e gestione sanitaria e comportamentale pre e post-cattura.

Si fa sentire anche la vicina Provincia di Bolzano la quale, con il suo Ufficio Caccia e Pesca, tranquillizza tutti. Gli orsi, nel proprio ambito territoriale sono presenti con un numero limitato e trattasi di animali provenienti dal Trentino che non hanno ancora passato il fiume Adige. Stante quanto riportato dalla Provincia, si dovrebbe trattare di maschi caratterizzati da un maggiore erratismo. Le femmine, riferisce la Provincia di Bolzano, risultano stanziali in Trentino per via della necessità di stare nelle immediate vicinanze dei cuccioli.

Anche nella provincia di Bolzano è in atto la mappatura genetica degli orsi (tre – sette, segnalati negli ultimi dieci anni) resa possible grazie al prelievo di peli, feci, saliva. Il controllo degli spostamenti, è infatti possibile solo nel caso di esemplari radiocollarati. Le vie di accesso dal Trentino, sono rappresentate dalla Mendola, la Val d’Ultimo e la Bassa Venosta.

La Provincia di Bolzano fornisce inoltre una spiegazione all’avvicinamento degli orsi ai centri abitati. Secondo Andreas Agreiter e Martin Stadler, dell’Ufficio Caccia e Pesca, gli orsi “si avvicinano alle zone popolate dall’uomo principalmente perchè rappresentano delle fonti di cibo facilmente accessibili. Ciò fa perdere gradualmente il loro sentimento di paura e timidezza nei confronti degli uomini, e proprio per questo motivo è fondamentale mettere al riparo dalle possibili incursioni dei plantigradi, e comunque non a ridosso delle abitazioni, i rifiuti organici. Anche gli alveari con le api, inoltre, dovrebbero essere protetti tramite recinzioni elettrificate”.

In base al grado di rischio presentato dall’animale, vengono poi prese una serie di misure che partono dal monitoraggio più rigoroso, sino ad arrivare alla possibile decisione di rimuovere il plantigrado presa dal Ministero dell’ambiente. “In caso di avvistamento da lontano di un esemplare di orso da parte dell’uomo – ha concluso il direttore dell’Ufficio caccia e pesca Andreas Agreiter – è fondamentale non cercare di avvicinarsi e tenere bene al guinzaglio eventuali cani. Per quanto riguarda gli incontri ravvicinati, invece, il consiglio migliore è quello di mantenere la calma e cercare di allontanarsi senza fretta“.

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