GEAPRESS – Non accennano a diminuire le polemiche sull’orso di San Romedio. La Provincia che non vuole gli orsi selvatici in Trentino ha, infatti, sponsorizzato l’idea di riportare l’orso nel recinto del Santuario dove, una antico racconto del Santo lo lega in qualche maniera all’orso (vedi articolo GeaPress). Ad intervenire ora è la LAC la Lega per l’Abolizione della Caccia che, con un suo comunicato, rileva l’incongruenza di quanto recentemente dichiarato dai Frati Francescani. Ai Frati non interessa una presenza fisica dell’orso, ma se il recinto di San Romedio ne può contenere uno in condizioni migliori rispetto a dove si trova ora, potrebbe anche darsi. Una posizione che ricorda, sempre ad avviso della LAC, più Ponzio Pilato in atto di lavarsi le mani.

Chi ha certificato l’idoneità del recinto di San Romedio? – a chiederselo è Francesco Mongioì, Resposabile LAC per il Trentino Alto Adige – Questo il frate francescano non lo dice“.

Per la LAC è invece noto come quel recinto sia assolutamente inadatto all’orso e già altri plantigradi sono stati allontanati perché quella struttura è apparsa subito insalubre.

L’orso bruno, riferisce la LAC, vive allo stato selvatico in zone che si estendono dai 200 ai 400 chilometri quadrati. Rüdiger Schmiedel, esperto a livello europeo per la gestione di orsi e altri animali in cattività, sostiene che la struttura di San Romedio non è idonea per gli orsi, anche perché le condizioni climatiche della vallata non sono in grado di offrire agli orsi la possibilità di sottrarsi alle intemperie e ai cambiamenti climatici improvvisi. La struttura ha solo poche ore di sole, persino nell’alta stagione estiva, a causa della profondità della vallata.

Una posizione strana, quella dei Frati, che si abbina però con la mancata opposizione agli enti che invece, per motivi squisitamente turistici, lo vogliono in cattività a San Romedio.

La verità – ha dichiarato il Responsabile LAC – è che non esiste alcun motivo per detenere un orso e se comunque non fosse adatto alla vita selvatica – ha aggiunto Francesco Mongiovì – sarebbe necessario trovargli un posto adeguato, con sufficiente spazio per muoversi e anche nascondersi alla vista di ogni essere umano“.

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