traffico cuccioli
GEAPRESS – Chi si ricorda del povero Boh, il cocker incredibilmente chiuso ancora vivo in un sacco dell’immondizia riposto in un cassonetto di Firenze? (vedi articolo GeaPress).

Il cagnolino, poi addormentato perchè affetto da una grave patologia giunta ormai in fase terminale, era stato accolto dalla Clinica Veterinaria 24H di Firenze diretta dal dott. Simone Scoccianti. L’intera equipe si era subito presa cura del cagnetto. Una lunga esperienza spesso richiesta dalle Guardie dell’ENPA come nel caso del povero Boh. Un rapporto di fiducia mai venuto meno.

Oggi, invece, la stessa Clinica si ritrova coinvolta in un incredibile equivoco scaturito senza volerlo dalle recenti indagini sul traffico di cuccioli. Nessun problema con le Forze dell’Ordine, essendo la Clinica del dott. Scoccianti e l’intero personale operante, del tutto estranea alla vicenda. Alcune incredibili coincidenze, frutto solo della casualità, hanno però tratto in inganno alcuni clienti che credono di avere così individuato l’ambulatorio veterinario interessato dalla vasta operazione coordinata dalla Squadra Mobile di Padova (vedi articolo GeaPress)  e che in effetti vede coinvolti anche Medici Veterinari tra cui uno di Firenze. Si tratta, però, di altra persona in altra struttura.

Poi, alcuni articoli di stampa locale potrebbero avere generato la confusione. Un incubo che ha giustamente provocato la reazione del Veterinario al centro di ingustificati sospetti. Ancor più ingiustificati visto che lo stesso dott. Scoccianti, anche nel ruolo ricoperto presso l’Ordine professionale di Firenze, aveva in più occasioni sollevato il problema del traffico di cuccioli ed il presunto coinvolgimento di colleghi che potrebbero oltretutto danneggiare l’intera categoria.

Eppure si ha quasi l’impressione che tale infamante reato, per chi deputato a curare gli animali, trovi impreparata la categoria.

Nei giorni scorsi, un’altra operazione della Polizia Stradale del Lazio aveva coinvolto, sempre per traffico di cuccioli, un Veterinario romano (vedi articolo GeaPress). L’Ordine provinciale in quel caso aveva preso posizione dichiarandosi “a fianco delle autorità contro la barbarie del traffico degli animali“.

Animali maltrattati, malnutriti e spesso malati, aveva riferito l’Ordine dei Medici Veterinari di Roma. Tortura del viaggio, documenti falsi o falsificati, ed altre forti sottolineature che sembrano proprio coincidere con le rilevanze investigative. Per il caso di Roma il Consiglio dell’Ordine si era dichiarato “allertato” e per questo  era ora attesa la documentazione relativa. A tal proposito la presidente dell’Ordine provinciale dei Medici Veterinari, dott.ssa Donatella Loi, aveva riferito come  “il tutto potrebbe comportare per il professionista una severa sanzione disciplinare, con sospensione dall’esercizio dell’attività fino anche alla radiazione dall’Ordine. Lo faremo nel rispetto della legge e del nostro codice deontologico”.

Vale però la presunzione d’innocenza e la radiazione è di certo l’ultimo provvedimento che inizia in genere con la semplice ammonizione.

Di certo il traffico dei cuccioli provenienti dai paesi dell’est Europa è un problema ormai nazionale. A sottolinearlo a GeaPress è lo stesso dott. Scocciati che rileva ulteriori aggravi, quale quello fiscale (in genere non viene mai rilasciata fattura) ma anche sanitario. “A fronte di un prezzo di vendita molto basso – ha riferito il dott. Scoccianti a GeaPress – gli acquirenti che si ritrovano un cane malato, devono affrontare ingenti spese veterinarie“. Un “fastidio” che viene a volte odiosamente evitato con la sostituzione del cucciolo. I commercianti non sono poi così sconosciuti. Un quadro, quello descritto dal dott. Simone Scoccianti, che ripercorre quanto già sottolienato nel corso degli interventi delle Forze dell’Ordine. Libretti sanitari inventati o falsificati, vaccinazioni con difficile riscontro ed al massimo un semplice foglio di cessione. Sono parecchie le malattie che in più occasioni la clinica del dott. Scoccianti ha dovuto curare proprio per i cagnolini di persone avvilite dalla malattia apparsa subito dopo la consegna. Cimurro e parvovirosi in modo particolare. Spese ingenti e lunghe terapie in Clinica che richiedono condizioni di isolamento particolarmente severe. C’è chi  affronta tutto, ma altri ricontattano il commerciante per una sostituzione del piccolo animale. Facile immaginare la fine alla quale andrà incontro  il cucciolo malato. “C’è chi è venuto a riferire del bambino che piange ed al quale non si può dire che il cucciolo morirà – aggiunge il dott. Scoccianti – Perchè allora ci si è rivolti a personaggi che forse qualche sospetto potevano indurlo?”. Eppure il web, da dove spesso partono le indagini delle stesse Forze dell’Ordine, è pieno di siti di presunti allevatori che propongono decine di varietà di cani. Dove hanno in realtà sede questi pluriallevamenti? Non è da escludere che siano sparsi in decine di piccoli centri, spesso a livello casalingo, nei paesi dell’est Europa.

Sono a conoscenza di cause di risarcimento che durano ormai da molti anni – aggiunge il dott. Scoccianti – ma si tratta di una piccola percentuale“. Secondo lo stesso professionista, che è anche Consigliere dell’Ordine provinciale dei Medici Veterinari di Firenze e Prato, un utile strumento potrebbe essere quello di una scheda resa obbligatoria per tutti i componenti dell’Ordine. Un sistema che consentirebbe di monitorare il fenomeno al momento della presentazione del cucciolo in ambulatori,  permettendo di rilevare l’eventuale sorpresa di dati sospetti. Un monitoraggio che, nel caso di fraudolenta compilazione, potrebbe già mettere in allarme l’Ordine. Un’attività da portare avanti con gli esperti dell’ENPA. Sia a Firenze, ma anche a Milano, sono state compiute importanti attività investigative. Proprio da Milano, peraltro, la notizia di commercianti che hanno a loro carico decine di procedimenti. Senza apparente preoccupazione, però, vanno avanti con i loro commerci. Un sistema di rilevamento imposto a monte, potrebbe servire ad individuare in anticipo i casi sospetti e sanzionare subito chi, tra i Medici Veterinari, non ottempera o peggio ancora.

In definitiva, si partirebbe così dal primo effetto, ovvero la malattia, che può essere veicolata da un commercio non controllato di cuccioli. Come aveva riferito il comunicato dell’Ordine dei Medici Veterinari di Roma, il veterinario “è il primo garante del benessere degli animali e della loro salute“. Potrebbe così registrare il primo segnala d’allarme, pur rimanendo all’interno dei principi della professione.

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