FRANCESCO ASSENZA
GEAPRESS – Nei giorni scorsi molte polemiche ha suscitato un intervento televisivo che di fatto sconsigliava la presenza di un gatto vicino a donne in gravidanza.  Un episodio che ha tra l’altro fatto trasecolare i Medici Veterinari che hanno richiamato la centralità della loro professione non sempre tenuta in considerazione. Abbiamo pertanto chiesto al dott, Francesco Assenza, Medico Veterinario che collabora con la rubrica di GeaPress AMICO VET , di spiegare cosa in effetti è questa malattia e le reali dimensioni di rischio specie nel caso di donne in gravidanza.

 

Dottore scusi, mia figlia (moglie) è incinta e poiché non ha gli anticorpi per la toxoplasmosi, mi è stato consigliato di allontanare da casa il mio pet (cane o gatto o altro).  Lei che mi dice….??

Questa è la frase che quasi tutti i giorni devo sentire da moltissima gente; e perché mal consigliati da amici parenti, qualche volta anche da medici, e per sentito dire….
Cercherò’ di spiegare in maniere sintetica e spero chiara cos’è “questa sconosciuta Toxoplasmosi” e come prevenirla.

 

Iniziamo col dire che……………..:

È opportuno dire che ogni donna che intenda intraprendere una gravidanza si accerti tramite esami del sangue  di essere o meno venuta a contatto con Toxoplasma.
Le donne che hanno già contratto l’infezione possiedono gli anticorpi e sono immuni a successive infezioni e così anche il feto.
Il rischio si potrebbe presentare solo per coloro che, sieronegative (che quindi non hanno gli anticorpi per la toxoplasmosi), si infettano per la prima volta durante la gravidanza.

 

Di quale malattia si tratta?

La toxoplasmosi è una malattia trasmissibile all’uomo causata dal Toxoplasma gondii, protozoo intestinale dei felini per cui nelle nostre realtà è il gatto che svolge il ruolo principe nella diffusione della toxoplasmosi nell’ambiente e da qui ad altri animali.
Quasi tutti i gatti sono positivi per aver contratto la malattia, quasi sempre in modo asintomatico, ma piuttosto raramente sono eliminatori di oocisti infettanti nell’età’ adulta.
Toxoplasma in natura può avere moltissimi ospiti, dai mammiferi agli uccelli, fino ai rettili, e può trasmettersi da un animale all’altro attraverso la catena alimentare.  Nel mondo l’incidenza della Toxoplasmosi è estremamente variabile: spesso più della metà delle persone adulte risultano positive alla malattia e non per questo devono essere necessariamente malate, anzi per lo più non manifestano alcun sintomo.

Una recente ricerca ha dimostrato che la coabitazione tra gatti e uomo è un fattore di rischio importante per l’infezione di Toxoplasma, ma che è molto più pericoloso cibarsi di carni crude o poco cotte (specie di agnello), di insaccati, di verdure lavate male o di latticini non pastorizzati. Nell’uomo la toxoplasmosi può manifestarsi in forma acquisita o connatale.

 

Cosa provoca?

La maggior parte delle infezioni è asintomatica solo in sporadici casi si può avere una sintomatologia simile all’influenza.
Quando viene contratta dalle donne in gravidanza può causare malformazioni al feto o aborto. I neonati gravemente colpiti possono presentare danni neurologici permanenti, cecità, convulsioni, idrocefalo ed insufficienza epatica.
La probabilità di trasmissione al feto solitamente aumenta con l’avanzare della gravidanza ma la gravità è tanto maggiore quanto più precoce èl’infezione.

 

…….. E si contrae…

Ecco un piccolo schema (clicca sulla foto – La Settimana Veterinaria), molto intuitivo che ci puo’ far capire meglio quali sono le principali fonti di infezione

foto - LA SETTIMANA VETERINARIA

 

…..e quindi come si può prevenire la toxoplasmosi?

•     cuocere bene le carni: non assaggiare, non toccarsi occhi e bocca mentre si preparano e lavarsi bene le mani dopo averle toccate mentre si cucina

•     non consumare insaccati freschi o poco stagionati (con meno di un mese di stagionatura)

•     non bere latte non pastorizzato acquistato sfuso in allevamento

•     lavare bene frutta e verdura prima del consumo anche se acquistate confezionate prelavate.

•     indossare i guanti durante il giardinaggio

•     lavarsi bene le mani dopo ogni contatto con terra, carne cruda o verdure non lavate

•     evitare di bere acqua di incerta provenienza

 

……….Ma allora dobbiamo dare via il gatto in previsione di una gravidanza?

Come abbiamo detto il gatto rappresenta il serbatoio naturale del Toxoplasma gondii ma svolge un ruolo marginale nella trasmissione diretta alla donna.
Esso si infetta predando topi, ingerendo carne cruda di animali infetti o con oocisti eliminate con le feci da altri gatti. Dopo l’infezione il gatto elimina le oocisti per 2 settimane e una sola volta nella sua vita in genere nel corso del 1° anno di vita.

Evitare il gatto è quindi una misura assolutamente non necessaria se si dottano le seguenti precauzioni:

•     fare in modo che sia qualcun altro a pulire la cassetta del gatto. Se proprio lo si deve fare di persona indossare dei guanti e poi lavarsi molto bene le mani a operazione terminata.

•     Asportare la sabbia dalla cassetta giornalmente per evitare lo sviluppo di oocisti eventualmente presenti nelle feci

•     Alimentare il gatto con mangimi commerciali

•     Tenere il gatto in casa evitando che si cibi di topi o uccelli con la possibilità di infettarsi

 

Vorrei concludere dicendo che non è impossibile infettarsi di Toxoplasmosi da gatti eventualmente infetti, ma è molto più’ probabile infettarsi tramite una igiene casalinga e alimentare non corretta.

Per cui mamme usate il buon senso  e molta attenzione alle scelte alimentari, piuttosto che farvi prendere dal panico e punire con l’allontanamento  i nostri amici a 4 zampe.

Dott. Francesco Assenza
Medico Veterinario – Napoli

 

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