GEAPRESS – secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, la Procura della Repubblica di Ravenna ha disposto la secretazione degli esami compiuti sulle carcasse delle Tortore dal Collare Orientale, morte a Faenza (RA) e trasportate a Brescia presso la sede centrale dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia Romanga. L’indagine, condotta dal Sostituto Procuratore dott. Ceroni ed affidate al Corpo Forestale dello Stato ed all’ARPA, potrebbero pertanto rilevare qualcosa di ben più significativo rispetto al fatto di…aver mangiato troppo, ipotesi incredibilmente girata nello stesso periodo dell’interessamento del laboratorio di Lugo. Quest’ ultimo, afferente allo stesso Istituto, era quello territorialmente competente per Faenza.

Alcune Tortore, però, vennero raccolte ancora in vita e per questo trasportate in un Centro di recupero di Modena. Dopo la morte i laboratori della sezione di Modena, hanno fatto riferimento alla sede centrale di Brescia. Bisognerà attendere, pertanto, l’esito degli esami tossicologici notoriamente più lunghi da eseguire e che avrebbero, sempre secondo indiscrezioni, già escluso alcuni principi attivi potenzialmente tossici ma di più facile rintracciabilità.    

Agli inizi di gennaio, migliaia di tortore iniziarono a morire nei pressi di alcune distillerie della zona industriale di Faenza (vedi articolo GeaPress). Parrebbe che avessero mangiato i semi, o loro resti, di girasole utilizzati per la produzione di olio vegetale. Ad interessarsi della moria sono state le Guardie volontarie del WWF di Faenza. In un comunicato diffuso dal WWF si richiamò tra l’altro  la potenziale pericolosità derivante nella supposta ipotesi che una sostanza scatenante la morte potesse essere entrata nel ciclo produttivo. Nessun sequestro, comunque, risulterebbe essere stato eseguito nell’area industriale di Faenza.

La moria delle Tortore continuò fino agli ultimi giorni di gennaio ed avrebbe riguardato non meno di 5000 animali. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati