Lupo val
GEAPRESS – I resti di un lupo sono stati trovati in Val Chisone lo scorso 29 dicembre. A darne comunicazione  è Ethel Onnis, responsabile progetto lupo dell’EITAL (Ente Italiano Tutela Animali e Lupo), da tempo impegnata nel contrasto diretto ad ogni fenomeno in danno agli animali e all’ambiente.

Il lupo sarebbe stato nascosto alla base di un albero e sepolto sotto una coltre di neve. A trovare i resti, è stato il marito della presidente dell’EITAL, noto video-documentarista.

Un atto grave, sottolineano i protezionisti, poiché è un danno arrecato non solo nei confronti dello stesso lupo ma soprattutto per l’equilibrio sul quale si fondano gli ecosistemi e dal quale deriva la nostra stessa  sopravvivenza.

Il lupo della Val Chisone, che appariva parzialmente predato, è stato consegnato alle Autorità di legge ed attualmente si trova presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino. Gli esami ai quali saranno sottoposti i resti dovranno individuare le reali cause della morte, tra cui il possibile abbattimento da armi da fuoco.

L’EITAL depositerà presso la Procura della Repubblica di Torino una dettagliata relazione riportante altresì talune informazioni  circa la possibilità di individuare i responsabili degli atti di uccisione. “Quest’ultimo ritrovamento – riporta il comunicato dell’EITAL – è avvenuto sotto un’altana, ovvero area circoscritta  dove i cacciatori sparano“. Il luogo si troverebbe  all’interno dell’Azienda Faunistica Venatoria di zona, sulla quale l’EITAL si riserva di chiedere approfondimenti. Il riferimento è alla caccia agli ungulati. Si tratta di animali, come ad esempio il cinghiale, prede dei lupi e per questo si potrebbe innescare una deplorevole competizione

Troppi sono ormai i rinvenimenti di lupi morti per mano dell’uomo ed è il momento di agire e denunciare con ogni dettaglio questi atroci delitti“. Così riporta l’EITAL che vuole cogliere l’occasione per sottolineare come non esistono lupi reintrodotti ne tantomeno lupi ibridi immessi in natura o comunque frutto di simili episodi. In altri termini, si prendono le distanze  dalla possibilità di reintrodurre lupi in natura o farli riprodurre in cattività, condannando chiunque voglia contaminare la specie selvatica autoctona con azioni illegali e lesive per la conservazione della stessa specie indigena di Canis lupus italicus. Critiche anche nei confronti di chi   tenti di confondere l’opinione pubblica con false e tendenziose notizie aventi lo scopo di eliminare questo predatore, ossia si schiera, in ultimo, a favore di chiunque voglia detenere un cane lupo cecoslovacco.

L’EITAL organizzerà a breve una sorta di “sentinelle del lupo” sul territorio aventi lo scopo di impedire che la strage continui e creerà progetti di informazione mirati a diffondere la conoscenza di uno degli ultimi carnivori rimasti: il lupo.

Invitiamo la popolazione – conclude il comunicato –  a prendere coscienza del problema della ormai infondata e stupida persecuzione contro il lupo ed a mobilitarsi a suo favore, affinchè le generazioni future possano conoscere questo straordinario predatore non solo sui libri ma sentendone la presenza fisica e la magia che lo contraddistingue. Non aspettiamo che il lupo diventi un ricordo, per questo dobbiamo agire subito!!!  “.

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