GEAPRESS – Come il finto Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi impegnato a vendere l’arcinota fontana romana al turista americano detto “Caciocavallo”. Solo che a vestire i panni del personaggio interpretato da Totò nel film “Totòtruffa62”, era un uomo di Cumiana (TO) il quale, con tanto di mappe catastali, ha venduto ad un suo concittadino il taglio di un bosco di 5000 metri quadrati. Il tutto per 300 euro. Un affarone, come il “bisinisse” della Fontana di Trevi venduta per 500.000 lire. Peccato però che il bosco non era suo,  ma bensì di altri (veri) proprietari i quali, appena hanno visto il truffato all’opera, non hanno chiamato l’ambulanza, come nel film, ma hanno pensato di bloccare subito l’incauta accetta.

All’ illegittimo taglialegna non è rimasto altro da fare che rivolgersi al Corpo Forestale dello Stato e chiedere per vie legali sia il rimborso dei soldi versati che il lavoro già svolto, quantificato in duemila euro. Il novello “Antonio Trevi” è stato così segnalato alla Procura della Repubblica di Pinerolo per il presunto reato di truffa conseguente alla vendita a terzi del taglio di un bosco, senza averne titolo di proprietà (!).

Sempre in zona, la Forestale riscontrava come nell’alveo del Torrente Lemina (vicino Pinerolo) un arzillo abitante del posto aveva negli anni sistemato, in maniera del tutto autonoma, numerosi pali in cemento armato (peraltro senza fondazioni) oltre ad avere costruito una tettoia lunga ben 35 metri. Verrebbe da pensare che qualcuno possa avergli venduto … il fiume.

Come se ciò non bastasse, sempre il Corpo Forestale dello Stato ha accertato il taglio di un bosco di 2200 metri quadrati ricadente nel Comune di Roletto. In questo caso era stata presentata una denuncia di inizio attività, la quale però non contemplava i lavori poi eseguiti. La proprietaria/committente ed il progettista sono stati così segnalati alla Procura della Repubblica di Pinerolo per le possibili violazioni al Codice del Paesaggio, al testo unico dell’edilizia, mentre, per il tecnico, è stata contestata pure la presunta falsa dichiarazione di conformità agli strumenti urbanistici e di assenza del vincolo ambientale.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).