GEAPRESS – Potrebbero essere ritorsioni dei raccoglitori di funghi contro la Provincia che rilascia i permessi, come liti tra coltivatori o la scellerata attività dei bracconieri. Di sicuro nessuna specifica ipotesi viene avvalorata sulle cause degli incendi che nei giorni scorsi hanno devastato parecchie zone attorno Teramo. La dinamica dei roghi fa presupporre l’esistenza di più di un incendiario che avrebbe utilizzato i venti favorevoli dei giorni scorsi ed il fitto reticolo stradale, per appiccare gli incendi. Il sospetto avanzato dal Corpo Forestale è che tali persone possano essere in qualche maniera coinvolte nell’utilizzo del territorio o che intendano ricorrere a fomentare disordini o ritorsioni. Di più, però, non è possibile dire.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale del Corpo Forestale dello Stato sta raccogliendo le informazioni per le quali si sta ricorrendo anche all’esame delle immagini registrate da alcune telecamere di sicurezza piazzate nei paesi limitrofi. Una prima relazione è stata già consegnata alla Procura delle Repubblica di Teramo che ora dovrà decidere a che affidare le indagini. Gli incendi divampati tra le giornate di venerdì e domenica scorsa, hanno coinvolto una superficie di circa 200 ettari, solo minimamente boscata. Per spegnerli i roghi, oltre al decisivo cambiamento del tempo, sono occorsi numerosi mezzi aerei e terrestri.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).