GEAPRESS – In genere le immagini come quelle realizzate (vedi video in basso) adesso dal Corpo Forestale dello Stato, Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Tarvisio (UD), siamo abituati a vederle in altri continenti. Animali come rinoceronti, leoni, perfino giraffe, muniti di radiocollare per studiarli e proteggerli.

Ed invece, stavolta, si tratta di una Lince eurasiatica, oggetto di intervento della Forestale in collaborazione con l’Associazione Progetto Lince e l’Università di Padova. Nella tranquillità più assoluta la Lince è stata munita di radiocollare, le sono stati misurati velocemente i parametri biometri ed è tornata velocemente nella foresta di Tarvisio. Speriamo ci rimanga più a lungo possibile, regalando alla natura, alla quale appartiene, nuove piccole linci.

Il radiocollare non ha solo una funzione di studio, ma anche di protezione. Se non fosse stato per uno di questi strumenti, ad esempio, il lupo che questo inverno era rimasto bloccato nella trappola di un bracconiere (vedi articolo GeaPress) sarebbe sicuramente morto. Nel caso della Lince, poi, se occorrerà, il radiocollare non solo sarà disattivabile a distanza ma potrà, alla stessa maniera, esserne disposto il distacco.

Secondo la Forestale, proprio nella Foresta di Tarvisio, la presenza della Lince è in costante aumento. Quei luoghi, rappresentano per lei una sorta di corridoio naturale tra le Alpi e i Balcani. In Italia vi sono due distinte sottopopolazioni di Lince comune. Entrambe derivano da reintroduzioni avvenute negli anni settanta. Un gruppo è nella Alpi occidentali (Svizzera e Francia) mentre l’altro distinto gruppo è in Slovena. E’ da qui che si sta espandendo verso l’Austria e l’Italia.

Ed allora, buona fortuna Lince.
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