guardie enpa
GEAPRESS – Si è celebrata ieri la Giornata sulla Biodiversità con iniziative svolte in diverse parti del nostro paese. Ad avere, però, un giudizio negativo sulle attenzioni che il nostro paese riserva a tale importate argomento è però l’ENPA che in un suo comunicato ha riferito di Italia in “guerra contro la natura”.

Mentre sono giustamente sotto i riflettori i biocidi in Africa e in Asia, afferma la Protezione Animali che ricorda la strage di elefanti ed altri animali di quei continenti, le luci non si accendono sulla strage ininterrotta e silenziosa in atto ormai da troppo tempo in Italia e che diviene sempre più intollerabile perché si colloca in un territorio in cui gli spazi per gli habitat sono sempre più ristretti, inospitali, minacciati. Ma questa è una strage che è anche strage di diritto: vittime la normativa italiana sulla tutela della fauna selvatica, le direttive europee “Uccelli” e “Habitat”, e un animale simbolo come il lupo, minacciato non solo dai bracconieri ma da un “piano di conservazione” che ne prevede l’uccisione.

Eloquente esempio di questa guerra contro la natura sono, sempre ad avviso di ENPA, le 19 specie di avifauna che si trovano per unanime riconoscimento scientifico in uno stato di conservazione negativo, a volte in totale declino, e che, ciononostante, entrano ancora come specie cacciabili nei carnieri decisi dalle Regioni con calendari venatori, in disprezzo della vita naturale, della scienza e del buonsenso. Basterebbe, per aggiudicare all’Italia una maglia nera, la perdurante resistenza regionale nel negare l’emanazione dei piani faunistico-venatori, che sono la condizione base per poter ammettere qualunque possibilità di caccia, nonché le resistenze alle necessarie restrizioni dei tempi delle stagioni venatorie secondo il dettato europeo.

In un quadro così gravemente compromesso appare ineludibile ribadire da un lato l’esigenza di interventi normativi a tutela della biodiversità, dall’altro la riaffermazione su tutto il territorio nazionale di quei controlli che oggi attraversano una fase delicata con la transizione del Corpo Forestale dello Stato e con lo scioglimento della Polizia Provinciale, in un Paese già duramente tanto colpito dal fenomeno del bracconaggio.
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