alfonso pecoraro scanio
GEAPRESS – La proposta, come è noto, è del Governo. Il Corpo Forestale dello Stato, dovrebbe essere assorbito da altra forza di polizia. Un fatto che ha lasciato quantomeno perplessi, fosse solo per la carenza di informazioni su cosa, poi, dovrebbe andare a fare il Corpo Forestale.

Una iniziativa, quella del Governo Renzi, che ha sollevato i malumori dei sindacati della Forestale i quali, in alcuni casi, hanno ricordato come già in passato il proposito fosse stato tentato.

A chiarire quest’ultimo aspetto interviene ora un articolo dell’ex Ministro Alfonso Pecoraro Scanio che, nel suo BLOG, fornisce più di una spiegazione in merito.

Il primo attacco, riferisce Pecoraro Scanio, sarebbe avvenuto tredici anni addietro  quando “una parte del Governo aveva deciso di distruggere il Corpo Forestale, smembrandolo tra le Regioni“.

L’ex Ministro delle Politiche Agricole e Forestali ricorda il periodo di “piena ubriacatura pseudo federalista e, invece di veri poteri al territorio, si favoriva il neo centralismo clientelare delle Regioni“. Il Governo nel quale era Ministro Alfonso Pecoraro Scanio era il secondo Governo Amato che ha retto le sorti dell’Italia dall’aprile 2000 al giugno 2001.

Con l’aiuto del Parlamento, riferisce sempre Alfonso Pecoraro Scanio, si riuscì a fare  “revocare il provvedimento che metteva fine ad oltre un secolo di storia di quella che ritenevo dovesse divenire la forza di polizia agro – ambientale“. Furono gli anni per il quali Pecoraro Scanio  rivendica  l’istituzione del Niab (Nucleo antincendio boschivo) oltre che del Naf (Nucleo agro – alimentare forestale per la sicurezza alimentare) ed i Nipaf (Nuclei di polizia agro – forestale ). Competenze che negli anni sarebbero state  rafforzate così come l’azione di contrasto agli incendiari, alle semine abusive di Ogm, alle truffe agro – alimentari, ai bracconieri, agli sversamenti di rifiuti. Su quest’ultimo punto l’ex Ministro  ricorda il ruolo che  la Forestale ha  nell’analisi delle matrici ambientali degli inquinamenti nella “Terra dei Fuochi (vedi articolo GeaPress).

Ora, il pericolo torna.

A giugno – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio – era stato inserito, in una proposta di legge del Governo, la soppressione del Corpo Forestale dello Stato insieme alla polizia penitenziaria ma, dopo una vasta protesta anche sul web, il Presidente del Consiglio dichiarò in conferenza stampa che la norma era stata ritirata. Scrissi sul mio blog che era una soddisfazione ma che occorreva vigilare ed infatti, dopo poche settimane, ritroviamo nella bozza del disegno di legge di delega al governo per la Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche all’art.7: “Il riordino delle funzioni di polizia a tutela dell’ambiente e del territorio”. Si aggiunge: “L’eventuale assorbimento delle funzioni di polizia (del Corpo Forestale dello Stato) in quelle di altre forze di polizia” e si conclude, quasi a scherno:”Ferma restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell’ambiente e del territorio e la salvaguardia delle professionalità esistenti”.

Su tale delega al Governo l’ex Ministro avanza l’ombra della incostituzionalità “perché lascia, in teoria, a questo organo sia la possibilità di riorganizzare il Cfs come autonomo sia di scioglierlo, ma una decisione di tale rilievo spetta al Parlamento e non è delegabile. Sembra un modo per “indorare la pillola” – aggiunge Pecoraro Scanio – e poi affondare il colpo in occasione dei decreti legislativi di attuazione. La parola “eventualmente” va cancellata altrimenti, con la scusa della semplificazione, si elimina il Cfs sciogliendolo dentro altre forze di polizia che, giustamente, sono già assorbite dai loro compiti primari di contrasto alla delinquenza e di tutela della pubblica sicurezza. L’ostacolo ai reati agro – ambientali e forestali, quindi, non potrà che risultare molto indebolito e in molti casi cancellato di fronte ad altre drammatiche emergenze, sempre in agguato. Si continuano a finanziare megaopere inutili ma si vuole tagliare sulla tutela dell’ambiente; sulla sicurezza alimentare e sulla lotta alle ecomafie, proprio quando servirebbe il potenziamento del Corpo forestale“.

Dunque, conclude l’ex Ministro “basta con questo stillicidio di attacchi che determinano scoramento in chi deve invece sentirsi sostenuto nella lotta contro l’illegalità. Viene il sospetto che proprio l’azione coraggiosa contro semine abusive di Ogm e contro le ecomafie, contro bracconieri ed abusivismo edilizio finiscano per dar fastidio a tanti che, nell’ombra, operano per distruggere il Cfs. Serve una mobilitazione di tutti verso Governo e Parlamento ma soprattutto dobbiamo rendere consapevole l’opinione pubblica del danno che questa pessima decisione può provocare per l’ambiente, per la sicurezza alimentare e per la legalità!

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