fucili forestale
GEAPRESS – Intervento del Sindacato Nazionale Forestale in merito alla proposta di smembramento del Corpo Forestale dello Stato.

Con una lettera inviata ai Presidenti delle Giunte Regionali, ai Sindaci ed ai presidenti degli Enti Parco, il Segretario Nazionale del Sindacato Andrea Laganà ha messo in chiaro le non poche criticità che si paleserebbero dal testo di Disegno di Legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso dieci luglio. Si tratta, come è noto, delle disposizioni sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione che, all’articolo 7 comma 1 recita: “assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo Forestale dello Stato in quelle delle altre forze di polizia e delle amministrazioni locali, ferma restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell’ambiente e del territorio e la salvaguardia delle professionalità esistenti;”.

Dalla lettura del dettato normativo, riferisce il Sindacato Nazionale Forestale, non si può evincere però in maniera inequivoca come avverrà la redistribuzione delle competenze attualmente esercitate dal Corpo, né chi sarà chiamato a sopperire a questo vulnus che sarà causato dall’infausta decisione, ma ciò che si appalesa è la soppressione dell’unica Forza di Polizia dello Stato specializzata nella difesa del patrimonio agroforestale italiano e nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e dell’ecosistema.

A tale proposito il Sindacato richiame le  innumerevoli azioni che hanno più volte suscitato l’apprezzamento dei cittadini e delle Amministrazioni Statali e Locali in tutti i campi di azione, che si tratti di interventi in occasione di pubbliche calamità, di operazioni di Polizia Giudiziaria a difesa del cittadino e consumatore, l’ausilio fornito per la redazione del catasto degli incendi ed il concorso nella lotta attiva agli incendi boschivi di cui alla L. 353/2000, sino ad arrivare all’ausilio tecnico prestato nelle varie Commissioni Regionali connesse ai rischi idrogeologici.

Eppure tutto ciò sembra essere destinato a scomparire.

Si badi bene – riferisce Andrea Laganà, Segretario del Sindacato Nazionale Forestale – nessun operatore del Corpo potrà mai subire un nocumento economico da tale scelta politica qualora venga affermata in sede Parlamentare, in considerazione della struttura del bilancio del Corpo che vede il 90% delle risorse assorbite da spese per il personale, pertanto non vi sarà nessun risparmio! Chi pagherà in termini economici, sociali e di sicurezza saranno unicamente i cittadini, in particolare coloro
che ancora presidiano i territori rurali e montani ove, sempre più spesso, solo il Corpo Forestale dello Stato è rimasto a garantire la presenza dello Stato”.

Non solo – ha aggiunto Laganà – la congiuntura economica attuale è tutta protesa verso sforzi tendenti al rafforzamento dei vari settori produttivi, a partire dal comparto agroalimentare che, inevitabilmente, non potrà più contare sugli sforzi finalizzati a garantire sia la sicurezza alimentare, sia che si eviti quell’infido fenomeno dell’”Italian sounding”, ovvero la contraffazione di prodotti alimentari che sembrano Italiani, ma che in realtà nulla hanno a che vedere con le nostre capacità ovunque apprezzate. Per non parlare degli Enti Locali che, nonostante i trasferimenti economici in perenne riduzione, dovranno sopportare spese non previste e non sopportabili“.

Negli scorsi giorni, lo scrittore Roberto Saviano si è unito alla causa del Corpo Forestale dello Stato lanciando l’allarme su cosa potrebbe accadere in caso di chiusura del Corpo, eccependo come la nuova mafia già molto attiva nel settore delle discariche abusive e nel traffico di rifiuti, di qualunque specie, sarebbe la prima a gioire della diminuzione dei livelli di lotta che lo Stato conduce.

Il Corpo – tiene a precisare il Sindacato Nazionale Forestale – è presente nelle Procure della Repubblica e presso la Direzione Investigativa Antimafia che, evidentemente, proseguiranno in solitaria nel perseguimento dei valori su cui abbiamo giurato. Fenomeni come la “Terra dei Fuochi”, saranno destinati ad aumentare, non certo a scomparire. Siamo abituati a lavorare fornendo proposte e non abbandonarci in mere proteste, per cui lanciamo una sfida, dopo che già si sono succeduti altri autorevoli interventi sul tema. A breve – aggiunge il Segretario Nazionale Andrea Laganà – dovrà essere emanato un D.P.C.M. avente, tra l’altro, lo scopo di riallocare il personale in servizio presso le Amministrazioni Provinciali oramai “superate”: perché non riunire il personale già in servizio presso le varie Polizie Provinciali?Andiamo oltre, perché non accorpare anche i Corpi Forestali Regionali?

A tal proposito il Sindacato vuole fare chiarezza con una confusione spesso ingenerata dai media che equiparano l’operato del Corpo con le funzioni esercitate dagli operai idraulico-forestali. Ed invece il Corpo Forestale dello Stato è composto da meno di 8000 operatori e nulla ha a che vedere con le note vicende che sottendono a quei settori.

L’appello del Sindacato è pertanto rivolto ai Comuni e alle Regioni: “a Voi scegliere se vorrete essere al nostro fianco e difendere l’unica Forza di Polizia che può consentire la salvaguardia e la tutela dei beni immateriali che trasmetterete ai Vostri figli”.

Un secondo appello è invece rivolto ai Cittadini: “tempestate con ogni strumento il Presidente del Consiglio ed i Parlamentari dei vostri territori e sensibilizzateli sul tema. A Voi decidere se sia giusto assistere inermi all’arretramento dello Stato nei confronti delle sfide attuali. A voi decidere se unirvi in uno sforzo comune, tutto proteso al beneficio della Comunità Nazionale e senza alcun riguardo agli interessi dei singoli, oppure assistere inermi allo sfaldamento di quanto costruito sin dal 15 Ottobre 1822“.

Ad ogni modo, il Sindato precisa di non voler difendere la storia, per quanto gloriosa, del Corpo.

Difendiamo l’Onore dei nostri Caduti, i successi raggiunti nel corso degli anni solo grazie ai nostri sacrifici e tutti coloro che hanno permesso al Capo dello Stato di esprimersi così in occasione del 180° anniversario della Fondazione all’atto del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile: “Sempre fedele alle sue gloriose tradizioni di presidio del territorio montano e rurale, costante espressione di aderenza ai diritti dei cittadini ed alle reali esigenze del Paese, il Corpo Forestale dello Stato ha mantenuto intatto e rafforzato nel tempo lo spirito di incondizionato servizio a difesa del patrimonio naturalistico della Nazione, bene comune e fondamento dei valori di civile convivenza. Con la sua insostituibile ed efficiente opera che ha comportato impegno, capacità professionali e conoscenze tecniche non comuni, oltre ad assoluta abnegazione, come dimostrano le numerose vittime cadute nell’adempimento del loro dovere nello svolgimento delle varie attività istituzionali, ha concorso al rafforzamento della coscienza civica ed alla nascita ed allo sviluppo della cultura dell’ambiente

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