Aquila del Bonelli
GEAPRESS – Un rapace ormai molto raro che ha nella Sicilia una delle sue ultime roccaforti. I nidi, però, vengono depredati dai bracconieri che venderanno le giovani Aquile nel mondo della falconeria illegale.

I campi di sorveglianza organizzati dai protezionisti, hanno comunque dato buoni frutti. I volontati del Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia (composto da EBN Italia, Fondo Siciliano per la Natura, CABS, LIPU, MAN, WWF) hanno costantemente sorvegliato sei nidi. Da questi, riporta una nota del CABS, si sono involati tutti i giovani nati. Sette nuove aquile di Bonelli, nate in quei posti che fino a poco tempo addietro venivano regolarmente depredati dai bracconieri.

Un popolazione, quella della rara Aquila, che sta crescendo grazie ai campi di sorveglianza. Anche quest’anno, però, non sono mancati gli eventi spiacevoli. Due nidi, afferma il CABS, sono stati sicuramente depredati nella Sicilia centrale. L’otto maggio scorso, due pulcini ormai quasi pronti per il volo, sono improvvisamente scomparsi. Si trattava di un’area poco distante da uno dei nidi costantemente sorvegliati. I volontari, si sono subito diretti per un sopralluogo, scoprendo le tracce di corda da rocciatore e i segni di una discesa al nido. Proprio dal furto dei pulcini avvenuto in quello stesso nido un paio di anni addietro, era partita l’indagine del Corpo Forestale dello Stato che aveva portato alla scoperta di un lucroso quanto illegale commercio di uccelli rapaci che coinvolgeva più paesi europei.

Ad ogni modo, riporta la nota del CABS, rispetto al 2010, i furti sono notevolmente diminuiti e la dimostrazione è che nuove coppie si sono insediate in  territori mai utilizzati prima dalle aquile.

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