GEAPRESS – Sono in tutto otto i casi trattati dai legali dell’associazione EARTH dall’inizio del 2013 e relativi a separazioni consensuali che hanno coinvolto anche dei quattro zampe. Situazioni che in qualche caso si sono risolte con il mantenimento del gatto o del cane in favore di chi decide di tenerlo presso la propria abitazione.

In tre casi è stato poi previsto anche un “diritto di visita” al cane da parte dell’ex marito. In pratica, potrà portarlo con sé per un giorno alla settimana.

Sempre più gli animali vengono visti come veri e propri membri della famiglia – spiega Valentina Coppola, Presidente di EARTH – Ci sono casi di separazioni giudiziarie in cui assistiamo a vere e proprie  lotte per la custodia del cane o del gatto con tanto di dispetti e testimonianze dei parenti su chi sia più idoneo alla cura dell’animale

Secondo l’avvocato Patrizia Giusti, legale di Earth, le recenti sentenze non fanno altro che seguire il sentimento reale degli italiani nei confronti dei propri animali. E’ il caso, ad esempio, della sentenza pubblicata il 13 marzo scorso, dalla nona Sezione Civile della Cassazione (giudice estensore Giuseppe Buffone). Un gatto collocato presso il coniuge separato, con tanto di regolamento di spese analogo a quello del figlio minore.

Tale sentenza, spiega il legale di Earth,  è stata pronunciata alla luce dell’entrata in vigore della legge 201/10 che ha recepito la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, sottoscritta a Strasburgo il 13 novembre 1987. Il Giudice ha quindi elaborato  “un’interpretazione evolutiva e orientata delle norme vigenti“, la quale “impone di ritenere che l’animale non possa essere più collocato nell’area semantica concettuale delle “cose”». L’animale, cioè, deve “essere riconosciuto come “essere senziente”.

Speriamo che presto anche le amministrazioni si rendano conto della realtà della vita quotidiana – conclude Valentina Coppola – e che le città ed i luoghi di socializzazione siano pensate per vivere i propri animali come membri effettivi della famiglia”.

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