martina fantasma
GEAPRESS – E’ stato approvato oggi l’articolo 7 del DDL governativo “Madia” sulla Pubblica Amministrazione. A darne comunicazione è l’AIPP (Associazione Italiana Agenti e Ufficiali di Polizia Provinciale). che informa come  lo stesso articolo 7  contempla, fra l’altro, la delega all’Esecutivo per la razionalizzazione  delle forze di polizia da attuarsi, con Decreto Legislativo, nei 12 mesi successivi all’approvazione finale. Dunque, comunque andrà, si aprirà una successiva fase decisionale questa volta ancor di più nelle mani del Governo.

Oggi, ad essere confermato, è l’assorbimento  del Corpo Forestale in altra forza di polizia statale, ma anche il “riordino dei corpi di polizia provinciale, in linea con la definizione dell’assetto delle funzioni di cui alla  legge 7 aprile 2014, n. 56, escludendo in ogni caso la confluenza presso le forze di polizia”.

Che fine farà dunque la Polizia Provinciale?

L’AIPP sottolinea a questo proposito come la legge “Delrio” 56/2014, ha mantenuto tra le funzioni fondamentali di province e città metropolitane la tutela dell’ambiente e la regolazione della circolazione stradale, ma non ha specificato il destino del personale addetto a funzioni di vigilanza e polizia locale nelle materie di competenza degli enti intermedi (ovvero quelli che dovranno ereditare i compiti della province) e nelle materie tradizionalmente sinora delegate dalle Regioni (quali i controlli in ambito ittico-venatorio).

Per questo l’Associazione Italiana Agenti ed Ufficiali di Polizia Provinciale auspica che la decisione (in prima lettura) del Senato venga tradotta in scelte governative tali da garantire la prosecuzione senza ulteriori margini di  incertezza degli attuali compiti di presidio del territorio, tutela del patrimonio naturale ed ambientale oggi espletati dai circa 2700 operatori di polizia locale operanti nelle Province e Città Metropolitane italiane.

Nelle ultime settimane si sono infatti susseguite, da parte di assessori regionali e sottosegretari del Governo,  dichiarazioni contrastanti sul destino dei poliziotti provinciali. In sintesi, anzichè fare chiarezza sulla continuità lavorativa e professionale di questo personale specializzato, hanno tenuto sulla graticola, riferisce sempre l’AIPP, i lavoratori del settore.

Intanto, sul campo del Corpo Forestale dello Stato, si fa rovente la polemica contro il Ministro Martina. Così come comunicato dall’UGL Forestali si è tenuta oggi una  manifestazione alla quale ha partecipato l’ex Ministro Pecoraro Scanio, nel corso della quale si sono chieste le dimissioni dello stesso Martina. Secondo il Sindacato avrebbe dimostrato disinteresse per l’iter parlamenentare del DDL. Per questo è stato simbolicamente raffigurato con la figura di un fantasma.

Sulla questione, però, si apre un nuovo fronte di polemica. Secondo Danilo Scipio, Segretario nazionale dell’UGL Corpo Forestale, si sta aggiungendo “la beffa della svendita dei posti del concorso pubblico da agente per far transitare personale delle polizie provinciali, tra l’altro in numero decisamente inferiore. Anziché 393 giovani a cui dare un futuro certo ed una risposta concreta alla domanda di nuova occupazione – ha spiegato Scipio – il Ministro Martina, in accordo con la Funzione Pubblica e grazie anche alla colpevole compiacenza dei Vertici del Corpo, sta proponendo di far transitare nel CFS circa 300 appartenenti alle polizie provinciali. In sostanza si vorrebbe far confluire nelle fila del Corpo 300 anziani anziché 393 giovani: di meno e più vecchi!” .

Ad ogni modo la posizione del Sindacato non è contraria all’arrivo dei Poliziotti Provinciali anzi, aggiunge Scipio, “l’ingresso dell’Intero organico delle polizie provinciali potrebbe rappresentare un’importante occasione per rafforzare il Corpo Forestale dello Stato. Far confluire nel CFS solo uno sparuto gruppo, che l’esecutivo non riesce a ricollocare a causa di scelte politiche miopi delle quali non hanno saputo valutare appieno gli effetti, serve solo a tamponare momentaneamente gli ulteriori danni del Governo Renzi. Il perdurare delle attuali carenze di organico – ha concluso Scipio –  pari a quasi 900 unità nel ruolo agenti, rischiano di compromettere l’importante azione di prevenzione e contrasto ai crimini ambientali svolta dal Corpo Forestale dello Stato“.

Si vedrà cosa succedere nei successivi passaggi, ma le scelte del Governo sembrano sempre più indirizzarsi verso una confluenza del Corpo Forestale nella Polizia di Stato. Per la Polizia Provinciale, invece, il quadro complessivo sembra ancora  incerto, soprattutto alla luce delle funzioni (dubbi che coinvolgono anche i Forestali) per le quali si nutrono forti preoccupazioni.

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