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GEAPRESS – Dopo il voto di oggi al Senato, l’Italia è sulla buona strada per dotarsi finalmente di una normativa penale adeguata per l’effettiva tutela dell’Ambiente. Lo ha dichiarato il WWF che ha auspicato una rapida e definitiva approvazione della proposta di legge sui “reati ambientali”. Il testo passa ora alla Camera dei Deputati.

L’introduzione nel Codice Penale dei nuovi delitti di “Disastro ambientale”, “Inquinamento ambientale”, “Delitti colposi contro l’ambiente”, “Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività”, mette a disposizione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine strumenti efficaci per tutelare il bene giuridico ambiente e rendere veramente efficace il contrasto degli illeciti ambientali.

Finora la magistratura,  per colmare la lacuna legislativa, ha dovuto ricorrere a figure di reato quali, per esempio: “Crollo di costruzioni”, “Getto pericoloso di cose”, “Deturpamento e danneggiamento di cose altrui”. Ipotesi di reato queste, totalmente inadeguate che hanno supplito  per via giurisprudenziale alla totale impunibilità di condotte gravissime.

Secondo il WWF l’adeguamento del Codice Penale consente, tra l’altro, di poter contare su un termine di prescrizione più alto. Si ricorda, a tale proposito il caso ETERNIT: l’intervenuta prescrizione che ha mandato assolti gli imputati è dipesa dall’esistenza di reati assolutamente inadeguati rispetto alla gravità dei fatti. Se le disposizioni contenute nella proposta di legge fossero già entrata in vigore il processo si sarebbe prescritto in circa 15 anni. Nella proposta inoltre si stabilisce che si possano comminare sanzioni penali anche a carico delle persone giuridiche (società, imprese) che, spesso, sono le reali responsabili, di condotte nocive per l’ambiente.

La riforma appare tanto più urgente se si considera l’imminente entrata in vigore del decreto legislativo che, introducendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto per i reati puniti con la pena detentiva fino a cinque anni, inciderà sulla maggior parte delle norme che oggi in modo inadeguato tutelano penalmente l’ambiente. Si tratta di un’ulteriore norma che favorisce l’impunità di chi distrugge irreversibilmente l’ambiente.

Il WWF per contribuire attivamente all’ulteriore adeguamento del nostro Codice Penale,  ha elaborato una sua proposta di legge per la tutela penale della fauna selvatica, forte delle oltre 55.000 firme fino ad ora raccolte grazie alla Campagna “Crimini di natura”.

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