parlamento europeo
GEAPRESS – In assoluta sordina, almeno per quanto riguarda i diritti degli animali, si è consluso il semestre europeo di Presidenza del nostro paese. Eppure, a leggere le cronache di fine estate, sembrava che il destino degli animali in ambito Europeo, dovesse radicalmente cambiare grazie alla Presidenza italiana.

Una valanga di buoni propositi approvati dalla Camera dei Deputati e che l’Italia doveva assumersi innanzi all’UE.  Si andava dall’obbligo imposto a proprietari inottemperanti, di assumersi l’onere della sistemazione dei cuccioli, fino a cose un po’ più complesse quali allevamenti, sperimentazione animale, caccia e molto altro ancora. Tutto o quasi, dal momento in cui questi propositi (che tali rimanevano perchè non vincolanti) non accolsero la proposta di bandire gli animali dai circhi.

Finito il semestre è finito anche il bluff, qualora qualcuno lo avesse ricordato. Dopo roboanti annunci,  nessuna speranza ancora concretizzata in campo animalista, con buona pace dei cuccioli dei padroni poco responsabili. In effetti un richiamo all’Europa ieri c’è stato; uno solo. Lo comunica il Ministero delle Politiche Agricole: le quote di prelievo del tonno, grazie all’Italia, sono aumentate …

Tra le associazioni finora  intervenute sul semestre vi è solo il WWF secondo il quale, in tema di impegni in campo ambientale, si sarebbe fatto fronte solo a quelli già previsti nell’agenda internazionale su Clima/Energia, Biodiversità e Obiettivi di Sviluppo, dimenticando lo sclancio mostrato per un “nuovo inzio”. Niente di rilievo, poi, sull’impegno per la crescita sostenibile.

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