GEAPRESS – Ieri un nuovo intervento in forze. Da un lato i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale mandata dal Comune armato a suon di Ordinanze e costose incursioni. Dall’altro lato una ostinata vecchina che in piazza Saffi e dal balcone di casa sua sfama i piccioncini. Volatili forse un pò troppo concentrati, vista la costanza dell’alimentazione ma nel complesso un problema che potrebbe risolversi. A sostenerlo è l’ENPA di Savona che per ben due volte ha convinto la riottosa anziana donna a spostare il luogo di alimentazione. Il muro contro muro, però, continua.

La proposta della Protezione Animali è quella di spostare il luogo di alimentazione nella zona del torrente Letimbro, in corrispondenza del piazzale dell’ex stazione. In un luogo, cioè, lontano da case ed automobili. La situazione assume dei connotati di grave paradosso. L’anziana signora, non senza qualche difficoltà, si era infatti convinta. Sarebbe bastato, dicono dall’ENPA, una spesa di 1.250 euro. Ed invece, sostiene sempre l’ENPA, ne sarebbero stati spesi ben 20.000 per uccidere ed analizzare 1.000 colombi di piazza Saffi per provare ciò che già si sapeva. Ovvero che non sono un
pericolo per la salute dei cittadini.

Nei giorni scorsi l’ENPA aveva ripresentato il progetto all’Assessore competente ma, evidentemente, si è preferito continuare ostinatamente con la linea dura invece del dialogo costruttivo. Purtroppo la medesima mancanza di dialogo si è avuta anche dai vicini della signora, che invece di sostenere la proposta dell’ENPA, si sono dati all’ennesima raccolta di firme.

Così è Savona – commentano dalla sede ENPA cittadina – la Brescello del 2000 di guareschiana memoria, dove il sangue è caldo ed i problemi non si risolvono, si cronicizzano.”.

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