SAVE THE FROGS! Salviamo i rospi! (foto)
GEAPRESS – La primavera è alle porte, le piogge primaverili sono già arrivate, tra poco con l’innalzamento della temperatura ci sarà il risveglio dal letargo e la migrazione “per amore” dei rospi e delle rane.
In migliaia effettueranno spostamenti per raggiungere specchi d’acqua idonei alla deposizione delle uova. Se ci sono loro è perché l’ambiente non è ancora molto compromesso.
Purtroppo a marzo migliaia di rospi comuni (Bufo bufo), dall’imbrunire alla notte inoltrata, sono sterminati dalle automobili mentre attraversano le strade. Tra le vittime si contano anche le rane ed altri anfibi, ma i rospi sono le vittime più numerose anche a causa della loro lentezza.
Molte Associazioni sono impegnate in questi giorni per installare reti di protezione utili a fermare i rospi prima dell’attraversamento delle strade.
L’ENPA di Treviso, comunica che già dalla scorsa domenica ha ripreso, con inaspettato vigore, la migrazione degli anfibi ai Laghi dei Revine e sul Montello. I volontari, nella sola serata di lunedì, sono riusciti a salvarne oltre 7.000. In nove anni di salvataggi, precisano soddisfatti, non era mai accaduto prima. Tuttavia, nonostante l’impressionante numero di salvataggi di lunedì sera sono purtroppo rimasti schiacciati sulla strada almeno 250-300 esemplari travolti dalle automobili. Il dramma è tanto più grave in quanto moltissime erano femmine che recavano in grembo da 5000 a 10.000 uova che non avranno seguito.
“Un’ecatombe annunciata - sottolineano i volontari dell’ENPA- che si sarebbe potuta evitare se le Amministrazioni, ai vari livelli, avessero attuato, almeno in parte, le richieste dei volontari per porre in sicurezza sia loro che gli anfibi. Ricordiamo che i due siti di migrazione sono definiti SIC (Siti d’Importanza Comunitaria) ed inoltre per Revine -Tarzo ci troviamo all’interno di un Parco Regionale quindi, le azioni di salvaguardia ambientale dovrebbero avere priorità ed attuazione.”
Ciònonostante, il salvataggio lungo e faticoso continua e l’appello dell’ associazione è che possano farsi avanti nuovi volontari per mettere in sicurezza la migrazione degli anfibi.
La LAC riferisce che nel 2010 sono stati salvati in 28.900 e nel periodo dal 2003 al 2010, complessivamente, in 200.393.
Il prossimo 29 aprile si celebrerà il “Save The Frogs Day” , in tutto il mondo molti i progetti per salvare rane, rospi ed altri anfibi dall’estinzione.
Gli anfibi sono tra gli animali più a rischio del pianeta, il declino delle popolazioni è inarrestabile, 6.485 specie sono sull’orlo dell’estinzione e dal 1980 oltre 200 specie sono scomparse.
Rospi e rane sono poco amati, certo non sono “carini” visti con un canone di bellezza tutto umano, ma dentro di loro si cela veramente un principe! Sono preziosi e non lo sappiamo. Sono bioindicatori della qualità degli ambienti fluviali, e tra l’altro concorrono nel tenere sotto controllo gravi malattie umane, quali la malaria.
Nel passato si attribuiva agli animali la capacità di prevedere in anticipo terremoti, inondazioni ed altre catastrofi naturali . Recentemente molti studiosi si sono interessati al fenomeno, trovando conferme relative alla preveggenza. A conferma di ciò la inspiegabile scomparsa dei rospi in amore, nella zona de L’Aquila , pochi giorni prima del terremoto.
Principe o preveggente o semplicemente anfibio, il rospo va salvato!
Gli anfibi hanno bisogno del nostro aiuto. Manco a dirlo siamo proprio noi umani a ridurre le loro possibilità di vita, riducendo le aree umide, distruggendo gli habitat, inquinando con pesticidi, diserbanti e… mangiando le cosce di rana!
Proprio così, il consumo di cosce di rana, negli ultimi venti anni, è passato da 200milioni ad oltre un miliardo di rane uccise e “consumate”ogni anno. Si trovano anche surgelate!
L’atrazina, poi, merita un discorso a sé stante; questo erbicida, formalmente vietato in Italia del 1992, ha un effetto devastante sulle rane maschio, li trasforma in femmine capaci di accoppiarsi e deporre le uova.
Le iniziative italiane per la salvaguardia dei rospi sono molteplici: il Progetto Salvataggio Anfibi di Treviso, il Progetto Rospi, la Notte dei Rospi, il Progetto Bufo bufo, il Progetto Anfibi Abruzzo, il Progetto Piccola Fauna Marche, il Progetto LAC Veneto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
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Ogni anno rospi e rane dalmatine (le “famose” rane rosse che vivono nei boschi) tornano al luogo dove sono nate con una fedeltà incredibile. E’ quindi importante sia preservare l’area umida dove si riproducono, perché se scompare spesso significa condannare una popolazione, sia predisporre tutti i mezzi per evitare che vengano uccisi a migliaia dalle automobili. Ho potuto partecipare anche io a qualche “salvataggio” ed è veramente una cosa incredibile. Un grazie ai tanti volontari che ogni anno in Italia si occupano di questi animaletti, magari brutti a vedersi ma molto molto utili anche per l’uomo! Basta qualche serata di aiuto all’anno e se ne possono salvare tantissimi!
Io nel mio piccolo ogni sera che torno a casa, sto in campagna e per arrivare a casa mia devo percorrere una piccola strada in salita con campi sia a desta che a sinistra, mi fermo in mezzo di strada e quelli che trovo ancora vivi li prendo e li metto nel campo vicino…sperando sempre che non tornino indietro visto che è tutto recintato e io più di quel tanto non posso andare…anche se purtroppo la mattina dopo la strada è sempre un cimitero… :O(
Ciao Sara,
Grazie per quello che già fai!
Di solito i rospi compiono un percorso ben preciso per andare e poi per tornare, quindi è opportuno cercare di capire quando vanno in che direzione vanno per sapere dove spostarli :-)
Contatta magari qualche associazione della zona o anche il tuo comune, con poco si possono installare delle semplici barriere temporanee per impedire che attraversino la strada (sono dei teli di plastica di solito). Poi si raccolgono e si portano dall’altra parte e così facendo si possono salvare in gran quantità!