pastore del caucaso
GEAPRESS – Un primo esposto all’ ASL. Un secondo esposto alla Polizia Municipale ed infine un terzo esposto ancora all’ASL. Tutto a posto. Il cane, un Pastore del caucaso, può rimanere nella sua casa.

Una vicenda che sembra non avere mai fine, quella che sta vivendo una coppia che nel 2011 si è trasferita a Sarno (SA), in compagnia del proprio cane. Un pastore del Caucaso, allontanato l’otto giugno scorso a seguito del provvedimento della Magistratura.

Mesi che passano con ulteriori denunce. Questa volta sono del padrone del cane, un Sovrintendente di Polizia in pensione. Presunte ingiurie e minacce sulle note del più classico del “lei non sa chi sono io….”. un fatto ancora da appurare ma che segnala, forse,  una atmosfera quantomeno alterata.

La vicenda del cane si arricchisce nel frattempo di un nuovo approdo, quello del Tribunale di Nocera Inferiore (SA). Il disturbo della quiete pubblica, sarebbe questa volta l’oggetto della denuncia. Un reato di contravvenzione, ma quanto basta per fare scattare il sequestro penale. Agli atti, però, ci sarebbe un certificato medico, perizia fonometrica e tentativi di insonorizzare le pareti.

L’oggetto da tutelare è la quiete. “Oggetto” del sequestro è il povero cane.

Viveva con i suoi padroni, ormai da quattro anni. Il proprietario, asseriscono ENPA e LAV, è uno che di cani se ne intende. Convive con loro da una vita. L’otto giugno, però, il cagnolone viene allontanato. Il padrone, disperato, si rivolge così alle due associazioni che annunciano per oggi  il deposito presso il Tribunale di Salerno della richiesta di dissequestro curata dall’avvocato Michele Capano, legale dell’ENPA.

Per il prossimo 21 giugno, alle ore 10.30, è invece indetta,  presso lo spazio “Dada Design” in Via Ruggi d’ Aragona n. 5 a Salerno, la conferenza stampa ove l’ Avv. Michele Capano illustrerà i contenuti dell’ impugnazione. Presenti Manuela Zambrano e Maria Sperada, responsabili di Salerno di ENPA e LAV.

Sarà presente anche “l’oggetto” della contesa, ovvero il Pastore del Caucaso sotto sequestro. Per averlo si è dovuto chiedere un permesso  al custode giudiziario.

Sperimo in qualche abbaio – riferiscono Manuela Zambrano e Maria Sperada – così da segnalare che il cane non è una cosa, ma un essere senziente“. Una riflessione, dunque, anche per quelle sentenza in generale, così timide nei casi di maltrattamento di animali.

Per le due associazioni, quanto avvenuto potrebbe tradursi in un atto traumatico per la coppia di Sarno ed il cane. “Il tutto – asseriscono le due responsabili animaliste – per qualche abbaio diurno e senza  che altri si siano lamentati

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