rifugio olbia
GEAPRESS – Per capire cosa potrebbe succedere nelle prossime ore in Sardegna e non solo, bisognerà guardare alla traiettoria della spirale ciclonica che alle 8.30 di stamani era piazzata immediatamente ad oriente delle Baleari.

E’ lei ad avere causato i violenti nubifragi che hanno colpito la regione ed in modo particolare le province di Olbia-Tempio e quella di Nuoro. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Protezione Civile i morti sarebbero 16 ma il Presidente della Regione Cappellacci ha riferito di 17 vittime. In molte zone si segnalano rilevanti problemi nei collegamenti aggravati, nelle scorse ore, dall’interruzione dell’energia elettrica. Le province più colpite in termini di vite umane, sono quella di Olbia e poi Nuoro ed Oristano. Tredici sarebbero i morti nella provincia di  Olbia, due in quella di Nuoro ed una Oristano. Danni anche nella provincia di Sassari.

Le violente precipitazioni, che in alcune zone hanno sfiorato il mezzo metro d’acqua, sono state generate dal violento scontro di masse d’aria fredda provenienti dai quadranti nord occidentali e quelle umide e calde ancora insistenti nel mare Mediterraneo. Secondo i modelli matematici, la perturbazione dovrebbe ora colpire le province di Carbonia Iglesias e parte di quella di Cagliari, mentre nel pomeriggio non sono escluse nuove precipitazioni in zone già colpite dall’alluvione. Per i prossimi giorni, l’evoluzione data ormai pressoché certa, prevede l’entrata di un goccia fredda che dovrebbe piazzarsi proprio sulla Sardegna, portando le prime nevicate nel massiccio del Gennargentu.

Impossibile allo stato definire il  numero degli sfollati così come per le attività produttive con uso di animali. Secondo informazioni pervenute alla responsabile  OIPA  di Olbia, danni di una certa rilevanza sono segnalati per la provincia in questione e quella di  Nuoro. Una situazione drammatica, così riferisce a GeaPress Monica Petrone, responsabile dell’OIPA che in queste ore si sta dirigendo ad Olbia. A Nuoro, secondo quanto confermato a GeaPress dai Carabinieri del Comando Compagnia di Siniscola (NU), i danni più grossi sarebbero a Torpè, dove si registrano più vittime umane. Ingenti, sebbene ancora da quantificare, anche quelli subiti dagli allevamenti. Confermati dai Carabinieri anche il danneggiamento  di un allevamento di cani da caccia.  Secondo le informazioni pervenute all’OIPA si potrebbe trattare di una struttura con trenta cani da caccia. C’è chi ha riferito della morte di tutti gli animali, ma ancora, riferiscono i Carabinieri, non si ha un quadro preciso. Per l’OIPA sono andati fortemente danneggiati allevamenti di suini, ovini e bovini anche nel Comune di Posada.

Danni, secondo il Responsabile per la provincia del Medio Campidano dell’ANPANA Francesco Palombo, a Villacidro (VS). In questo caso sembra siano rimasti coinvolti degli ovini, mentre ad Uras, nella provincia di Oristano, un gregge travolto dalla piena di un canale avrebbe riportato la morte di quasi tutte le pecore. Proprio ad Uras sarebbe avvenuto l’unico decesso  della Provincia. Una donna il cui cadavere è stato rinvenuto nella  casa allagata. Secondo il responsabile dell’ANPANA del Medio Campidano, bisognerà nei prossimi giorni vedere quanto possano avere inciso i canali non puliti.

La provincia dove si registrano danni di maggiore rilevanza, anche in termini di vite umane, è quella di Olbia. Impossibile allo stato rilevare una  quantificazione attendibile su quanto avvenuto sia alle abitazioni, numero di sfollati, dispersi, ma anche per le attività produttive con uso di animali, o rifugi di cani o gatti. Gravi  le notizie che giungono dal canile i “Fratelli Minori”, gestito dalla LIDA di Olbia. I volontari hanno lavorato tutta la notte attivando le pompe per drenare l’acqua dai recinti con i cani. In alcuni casi si è raggiunto il mezzo metro di altezza.  I cani che si trovavano nei recinti più allagati, sono stati trasferiti in luoghi più confortevoli. Il Rifugio lancia l’appello per l’acquisto di nuove pompe e cucce, molte delle quali non utilizzabili. Nessun cane è però deceduto. Anzi, comunicano i volontari, nonostante il dramma che si sta vivendo, al Rifugio è oggi arrivato “Pirulino”. Un cucciolo di due mesi, anche lui vittima dell’alluvione.

N.B.: rispetto ai dati che sono stati inizialmente diffusi sul numero delle vittime, quelle accertate al 20/11/2013 sono 16 e non 17 come riferito nell’articolo

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