bull mastiff II
GEAPRESS – Petizioni, commenti al vetriolo e denunce. Il caso del Bull Mastiff, morto a quanto pare per soffocamento in via  Francesco Selmi nel quartiere San Basilio di Roma nel corso di un intervento di polizia (vedi articolo GeaPress ), rimarrà comunque come un brutta storia che deve essere chiarita al più presto.

Sul web, nel frattempo, si raccolgono firme e commenti dai toni forti nei confronti degli operatori delle Forze dell’Ordine ma anche sui due rumeni arrestati. Come è noto avevano lanciato il cane nei confronti della Polizia di Stato. In pochi, però, hanno rilevato come proprio venerdì scorso nella Gazzetta Ufficiale, è stata pubblicata la nuova Ordinanza che dovrebbe disciplinare anche sui cani cosiddetti pericolosi (vedi articolo GeaPress e Ordinanza Ministero della Salute).

Proprio quest’ultimo aspetto è ora rimarcato negli interventi della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e dall’Ordine dei Veterinari di Roma.

Nel primo caso si rileva anche l’altro tragico episodio di questi giorni, ovvero un cane di casa che a Messina ha aggredito una anziana che ben conosceva e l’ha morsa alla testa provocandone la morte. Per i fatti di Roma, però,  occorrono delle valutazioni specifiche proprio per il limite a cui è giunta la delinquenza. A riferirlo è la dott.ssa Carla Bernasconi, vice Presidente della Fnovi, secondo la quale  “il cane è in un certo senso vittima dei suoi proprietari che lo hanno usato come un’arma, con un addestramento che ne ha esaltato l’aggressività, attività vietata anche dalla vigente normativa. Nel caso specifico – ha aggiunto la cive Presidente della FNOVI – sono anche preoccupanti le modalità con cui è stato gestito l’animale che lasciano intravvedere una mancata preparazione da parte delle Forze dell’Ordine chiamate a gestire al situazione“.

Da sottolineare come l’Ordinanza del Ministero della Salute “da poco reiterata dopo più di otto mesi di vuoto normativo”, rileva sempre il comunicato della FNOVI, prevede per particolari situazioni che i proprietari dei cani debbano partecipare a corsi formativi.  “Riteniamo – ha dichiarato Gaetano Penocchio, Presidente della Fnovi – che alle parole sia tempo di far seguire fatti concreti, come i controlli sul territorio che accertino il possesso, l’iscrizione all’anagrafe e la corretta gestione dei cani ma, soprattutto, riteniamo necessario che il percorso volontario di formazione per i proprietari di cani il cosiddetto “patentino” trovi la maggior diffusione possibile”. In altri termini un cane non può essere addestrato ad essere un’arma per proteggere i malavitosi, oppure un antifurto e poi lavarsi le mani e la coscienza dai guai che ne derivano scaricando tutto sull’aggressività dell’animale. “I cittadini ed i medici veterinari sono in attesa di risposte – ha concluso il dott. Pennocchio – Ognuno faccia la propria parte”.

Sulla stessa linea d’onda il comunicato diffuso oggi dell’Ordine dei Medici Veterinari di Roma, secondo il quale un cane che aggredisce è sempre una sconfitta sul piano della civiltà e dell’integrazione. “Il problema come in questo caso che nel far west di una scena criminale un cane venga scagliato e aizzato dai suoi proprietari contro le Forze dell’Ordine – ha dichiarato il presidente dell’ordine di Roma Dottoressa Donatella Loni – è una situazione che deve far scattare tutti i campanelli d’allarme. E’ stato passato il segno ed è ora di intervenire concretamente“.  Secondo l’Ordine, uniche due vere vittime di questa faccenda sono la donna aggredita dal cane che ora è ricoverata in gravi condizioni presso l’ospedale Sandro Pertini e il cane che ha pagato con la sua vita le azioni scriteriate dei suoi padroni.

Inutile ricordare, ha aggiunto la nota dei Veterinari di Roma, che l’Ordinanza ministeriale in vigore prevede che per i pregiudicati ed i minori non sia possibile detenere razze ritenute “difficili”. Le Forze dell’Ordine, poi, una volta immobilizzato il cane dovevano garantire anche la sua incolumità. Per questo occorre agire subito per intensificare i controlli sul territorio, per potenziare l’operatività delle forze responsabili e procedere con una adeguata formazione anche degli operatori delle Forze dell’Ordine. Aspetto fondamentale è poi  quello di agire sul fronte della formazione dei proprietari di cani. “Per questo chiediamo al Sindaco Marino, un incontro urgente. L’Ordine dei veterinari di Roma – ha concluso la dott.ssa Loni – si è dichiarato da tempo disponibile a realizzare dei corsi di formazione per i proprietari di cani e a questo punto lo siamo anche per la formazione degli agenti delle forze dell’ordine che operano nella capitale“.

Sconvolta ed indignata si dichiara invece l’ENPA, sede nazionale, secondo la quale “nessuna esigenza di ordine pubblico può in alcun modo giustificare un decesso così atroce”. A tal proposito l’ENPA rende noto di avere presentato una denuncia all’autorità giudiziaria per fare chiarezza sulla dinamica che ha causato la morte del cane e per accertare eventuali responsabilità.

Per la Senatrice PD Monica Cirinnà, si deve invece parlare di “omissioni di intervento sul cane”. “Roma è dotata di strutture e competenze a carico della collettività che avrebbero potuto evitare una morte inaccettabile – ha dichiarato la Senatrice Cirinnà – Spero che Campidoglio e Procura possano accertare celermente tutte le responsabilità del mancato intervento di tutte le autorità preposte”. Per la Senatrice non sono ammissibili sottovalutazioni dell’accaduto giustificate dall’aggressività del cane o dalla sua appartenenza a stranieri sospetti delinquenti. “Ciò avvalorerebbe la tesi che pagano sempre i più deboli – ha concluso la Senatrice Cirinnà –  animali sfruttati per la loro aggressività , indotta con torture e maltrattamenti e usati come armi improprie“.

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