provinciale manifestazione
GEAPRESS – Si è svolta stamane in piazza di Montecitorio la manifestazione indetta da CGL, CISL e UIL per protestare contro il  il Decreto-legge 78 del Governo che obbliga il personale della Polizia Provinciale a transitare nella Polizia Municipale. Un passaggio che non è accompagnato dalle funzioni finora assegnate alla Polizia Provinciale, tra cui l’antibracconaggio, la tutela ambientale ed il soccorso della fauna selvatica in difficoltà.

Circa 500 persone, provenienti un po’ da tutte la province italiane, hanno dato vita alla manifestazione nel corso della quale è stato chiesto al Parlamento di tutelare la professionalità acquisita. Più Parlamentari appartenenti a diversi partiti politici hanno espresso la solidarietà ai manifestanti. La speranza è che il Parlamento modifichi il Decreto e provveda alla creazione di una Polizia Ambientale.

Proprio per la particolarità dei temi, accanto ai manifestanti, erano presenti alcuni esponenti della LIPU. L’associazione, tra l’altro, ha oggi diffuso un documento ove si chiede un ripensamento da parte del Governo. L’appello è firmato da Accademia Kronos, Ambiente e Lavoro, AIIG, CAI, CTS, Federazione Pro Natura, FIAB, Greenpeace Italia, LAC, Legambiente, LIPU, Marevivo, Sigea, Touring Club Italiano, WWF. Secondo gli ambientalisti il Decreto del Governo “svilirebbe  i ben diversi compiti di 2.700 ufficiali e agenti provinciali e farebbe disperdere competenze acquisite negli anni, in materie molto delicate quali lo smaltimento dei rifiuti, la difesa del suolo, la tutela della qualità dell’aria, l’inquinamento acustico e delle acque, la vigilanza su caccia e pesca, il contrasto al bracconaggio e la tutela della fauna selvatica“.

Dello stesso avviso è inoltre l’ENPA. La presidente Carla Rocchi, trova a tal proposito “surreale e quasi kafkiano che, proprio all’indomani dell’approvazione di una legge finalizzata al contrasto degli ecoreati, si decida comunque di rinunciare ad uno dei principali strumenti di prevenzione e repressione di tali crimini. La Polizia Provinciale – ha aggiunto la presidente dell’ENPA – ha un bagaglio di conoscenze, competenze e professionalità che non deve andare perso; semmai deve essere valorizzato”.

Su quello che di fatto appare uno smembramento della Polizia Provinciale si è soffermata l’AIPP (Associazione Italiana Agenti e Ufficiali di Polizia Provinciale) secondo la quale il passaggio del personale alla Polizia Municipale avverrebbe “nei soli Comuni con eventuali vuoti d’organico e quindi a macchia di leopardo, fermi restando i vincoli del patto di stabilità. Personale di polizia locale con un bagaglio professionale focalizzato sui controlli ambientali, sulla vigilanza in campo faunistico-venatorio, sul presidio di aree rurali , lacustri e montane, verrebbe così disperso a casaccio alla ricerca di eventuali bandi di mobilità per agenti di polizia municipale“.

L’AIPP nel ribadire che quello delle mura comunali è l’ambito  più inopportuno per l’espletamento delle indagini finora affidate alla Polizia Provinciale (suolo, cave, vincoli paesistici ed idrogeologici, vigilanza su caccia e pesca, prevenzione del fenomeno delle discariche e degli sversamenti inquinanti illeciti”), si augura che il Senato apporti assieme al Governo gli opportuni correttivi preservando l’unitarietà dei corpi e la prosecuzione di funzioni specializzate non surrogabili da altre Forze.

Bastaè stato ribadito nel corso della manifestazionefare ricadere sulle lavoratrici e lavoratori le colpe di una amministrazione incapace di sapere gestire qualsiasi processo di riforma.”  Quello che occorre, secondo i mnaifestanti, è un Corpo di Polizia Ambientale al servizio delle Province e delle future Città Metropolitane, che tuteli i cittadini ed applicare i reati in difesa dell’ambiente.

Il Governo, però, sembra andare in tutt’altra direzione. Si vedrà, intanto, cosa succederà la prossima settimana al Senato quando, cioè, dovrebbe iniziare l’iter di conversione del tanto criticato Decreto n. 78.

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