bull mastiff
GEAPRESS – L’intervento della Polizia è avvenuto ieri intorno alle 19.50 in via Francesco Selmi  nel quartiere San Basilio di Roma. Stante quanto riferito dalla Questura di Roma a GeaPress, due cittadini di nazionalità rumena avrebbero inferto contro la vetrata di una pizzeria. Alla vista degli Agenti i due avrebbero lanciato contro il grosso cane Bull Mastiff che tenevano con loro, cercando di prelevare una delle pistole di ordinanza. Momenti di tensione ed il grosso cane che morde alla gamba e a una mano una signora che si trovava nei pressi.

Quando il cane era stato già fermato e legato alla cancellata è intervenuta nei luoghi una agenzia fotografica che spesso lavora con il quotidiano Il Messaggero. Il quotidiano romano riporta oggi alcuni minuti del filmato girato ieri nei luoghi. Momenti agghiaccianti fino alla morte del cane. Legato alla recinzione, il grosso animale sembra impossibilitato a sedersi in maniera corretta. Preclusa ogni altra postura, visto che la corda appare visibilmente tirata. Il cane, arrivato ad un certo punto, sembra quasi collassare e cadere inerme in terra. Dal momento in cui il povero animale è stato legato, sarebbero però passate alcune ore. Il cane, in altri termini, parrebbe essere morto per soffocamento.

Non è chiaro chi abbia legato il cane, ma supposta la sua aggressività sembra difficile pensare che siano stati i poliziotti. Ad ogni modo la corda stretta attorno al collo, passa dall’alto di una inferriata fino ad essere legata ad un albero. Nella parte finale del filmato, però, si vede un cittadino di orgini non italiane, allentare la corda quando il cane appare ormai morto. Questa persona sembra additare altre responsabilità su chi ha impartito l’ordine di tenere tirata la corda. Sui luoghi, però, era scoppiata una situazione difficile da gestire. Oltre ai due arresti, al momento dei fatti, ci sarebbero state altre inottemperanze. Poi la signora aggredita dal cane ed una chiamata ai Servizi Veterinari. L’allentamento della corda, riferisce a GeaPress personale operante vicino alla pattuglia intervenuta, avrebbe potuto comportare la fuga del cane con conseguenze immaginabili.

La telefonata ai Servizi Veterinari sarebbe comunque stata effettuata intorno alle 20.30. Lo stesso Messaggero, riporta di più telefonate, ma stante quanto appreso da GeaPress da fonte degna di nota, l’ASL territorialmente competente, ovvero la Roma B, non avrebbe ricevuto la chiamata che invece è pervenuta agli uffici di altra ASL, sempre romana. La procedura per la città di Roma, mette a disposizione la chiamata alla ASL che poi dirotta alla ditta privata incaricata all’accalappiamento. In alternativa si può sempre chiamare la stessa ditta.

Ieri, però, la ditta era impegnata ad Ostia per altro prelievo. Il tempo di dirigersi sul posto, riferisce il responsabile della stessa a GeaPress, e per il cane non c’era più niente da fare. San Basilio, si trova molto distante dal litorale romano. Il Veterinario della stessa ditta ha così solo potuto constatare la morte del povero animale. Di “soffocamento” riferisce altresì a GeaPress la stessa Questura di Roma, mentre il Commissariato di San Basilio non rilascia dichiarazioni alla stampa.

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