foto Lipu falconeria
GEAPRESS – Per allontanare gli storni c’è chi vorrebbe utilizzare i Falchi in cattività.

Un fatto che non piace alla LIPU-BirdLife Italia che ricorda come tale soluzione non sarebbe neanche efficace. Anzi, l’iniziativa del Municipio I del Comune di Roma viene appresa con stupore. Allontanare gli storni da Piazza Sonnino, dove gli uccelli hanno costituito un dormitorio invernale, tramite l’utilizzo di rapaci utilizzati in falconeria, non servirà

I disagi arrecati ai cittadini dalla presenza di un grande dormitorio di storni, in una zona così densamente abitata, non saranno alleviati dalla scelta del I Municipio di utilizzare la falconeria per allontanare gli uccelli – dichiara Chiara Manghetti, responsabile Educazione e formazione Lipu – La città di Roma è infatti già popolata da predatori naturali degli storni, quali il falco pellegrino o gli stessi gabbiani, che regolarmente cacciano tra i grandi gruppi di questi uccelli, spaventandoli pur senza determinarne l’allontanamento. Per questo, cioè per la sua incapacità di produrre risultati significativi, lo strumento della falconeria solitamente non viene utilizzato ovvero viene repentinamente abbandonato” .

Non dimentichiamo – continua Chiara Manghetti – che lo stesso Comune di Roma, vieta la falconeria al titolo VII, articolo 48, comma 4 del Regolamento comunale sulla tutela degli animali”. L’iniziativa del I Municipio, evidentemente malconsigliato, sarebbe dunque illecita e non utile.

L’unico metodo universalmente utilizzato, e che ha prodotto ottimi risultati – prosegue Chiara Manghetti – è il ‘distress call’, una tecnica basata sulla riproduzione del grido di allarme che lo stesso storno emette in caso di pericolo e che induce immediatamente gli animali ad abbandonare i dormitori, disperdendosi. Questa tecnica è stata utilizzata, soprattutto per tramite della Lipu, dallo stesso Comune di Roma per circa 15 anni, con risultati ottimi e duraturi. E’ un sistema che parte proprio dal verso di allarme degli storni ma si svolge in modo articolato e coordinato in vari dormitori simultaneamente, con il doppio scopo di dividere gli storni in piccoli gruppi e spingerli in dormitori meno problematici”. Un intervento, spiega la LIPU, che in tanti anni ha mitigato il problema e rappresentato un sollievo per i cittadini.

“Non importa chi svolga l’intervento di allontanamento degli storni – conclude Chiara Manghetti – l’importante è che sia del tipo giusto e la falconeria non lo è. Per questo ci auguriamo che il I Municipio ci ripensi e adotti una soluzione migliore”.

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