bosco II
GEAPRESS – Una questione non da poco visto che l’attuale formulazione dell’articolo 117 della Costituzione dirime ogni controversia sulle questione ambientali e loro competenza. In molti casi una vera e proprio ripresa dei principi dello Stato, sulle pretese delle Regioni o altri enti locali.

Secondo 19 associazioni che hanno scritto ai relatori Calderoli e Finocchiaro, l’emendamento di modifica al testo base del ministro Boschi sul Titolo V della Costituzione, verrebbe a creare un potenziale conflitto Stato Regioni.

La lettera, inviata per conoscenza anche al Ministro dell’Ambiente ed a quello delle Riforme, sottolinea come la nuova fomulazione dell’articolo 117, così come modificato dall’emendamento 26.100, sarebbe fortemente peggiorativa e per questo non condivisibile sia dal punto di vista formale che sostanziale.

L’art. 117, sottoliena nella sua nota il WWF,  modifica l’originaria e chiara dizione originaria secondo cui lo Stato ha legislazione esclusiva  in materia di “ambiente, ecosistema, beni culturali e paesaggistici; norme generali sulle attività culturali, sul turismo e sull’ordinamento sportivo” sostituendola con la più confusa formulazione contenuta nell’emendamento Calderoli/Finocchiaro che, se approvata, affiderebbe allo Stato la competenza esclusiva oltre che in materia di “tutela dei beni culturali e paesaggistici”, anche su non chiare “disposizioni generali e comuni su ambiente e ecosistema”.

La natura non precisata delle “disposizioni generali e comuni”, può però alimentare oltremodo il conflitto, già elevato, tra lo Stato e le Regioni di fronte alla Corte costituzionale. Sempre ad avviso delle associazioi si rischia di spezzare quell’unicum che deriva direttamente dall’art. 9 della Costituzione tra patrimonio culturale e ambiente, come più volte ribadito nella giurisprudenza costituzionale.

Le associazioni ambientaliste nella loro lettera chiedono pertanto il ritorno al testo originario del Ministro Boschi  “più consono e coerente rispetto all’obiettivo primario del delicato processo di riforma costituzionale in atto, che è quello, per quanto riguarda la revisione del Titolo V, di meglio definire proprio quella ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, che l’emendamento 26.1000 tende maldestramente a confondere.”

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